Voto a 16 anni: chi è favorevole e chi contrario

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01/10/2019

Chi sono i favorevoli e i contrari per far votare i giovani fin dal compimento dei 16 anni? Vediamo come si schiera la maggioranza.

Voto a 16 anni: chi è favorevole e chi contrario

Voto a 16 anni per i giovani? La proposta è stata lanciata da Enrico Letta al nuovo governo Pd-M5S per dare possibilità di parola e di espressione anche a quello che ormai viene definito il “popolo di Greta”, i sedicenni. La proposta ha subito trovato la disponibilità di Conte che si dichiara favorevole poichè ritiene che i i ragazzi italiani già a 16 anni siano maturi.

Voto a 16 anni, M5S

Il Movimento 5 Stelle rivendica la paternità delle proposta. Luigi Di Maio afferma che “Il voto ai sedicenni è una proposta che portiamo avanti da sempre e che sosteniamo con forza. Se a 16 anni un giovane può lavorare e pagare le tasse, dovrebbe almeno avere il diritto anche di votare e scegliere chi decide della sua vita. Noi ci siamo e pensiamo che chi teme il voto dei più giovani, forse sa di averli traditi in passato, con scelte politiche che hanno creato povertà, mancanza di opportunità, danni all’ambiente che oggi proprio i più giovani stanno difendendo. Adesso è ora di dare questo diritto a chi ha più futuro davanti”.

Voto ai sedicenni, d’accordo anche il Pd

Nicola Zingaretti, segretario del Pd, si affianca alla linea di Di Maio. Sostenendo che la passione civile di tante ragazze e ragazzi rafforza la sua convinzione.

Carlo Calenda, ex presidente del Consiglio, trova giusto permettere ai sedicenni di poter esprimere il proprio voto poichè “il peso degli elettori meno giovani è preponderante e questo incide su una politica troppo a breve termine. Bravo Enrico Letta ad aver posto il tema”.

In disaccordo Monti

L’unico parere contrario nel governo arriva dall’ex presidente del Consiglio Mario Monti poichè sostiene che i giovani crescono “sotto due ipoteche: quella ecologico-ambientale che vale dappertutto e quella del debito che vale per alcuni Paesi. Per questo serve inventarsi una Greta del debito pubblico. Bisognerebbe far ringiovanire e femminilizzare il professor Carlo Cottarelli”.