Omettere la dichiarazione dei redditi: tutte le sanzioni e i termini di prescrizione

Cosa prevedono le norme se omettiamo la dichiarazione dei redditi, Iva e Irap? Quali sono le scadenze da rispettare e le sanzioni? È possibile rimediare?

Se non hai presentato la dichiarazione dei redditi entro la scadenza, può tornarti utile sapere quali rischi corri e, soprattutto, come puoi rimediare. Questi aspetti non sono sempre noti e i termini di presentazione sono diversi a seconda della fattispecie di dichiarazione da compilare, per cui può crearsi confusione. Di seguito troverai tutte le informazioni sulle tempistiche di consegna e sulle sanzioni, anche penali, che rischi quando ometti la dichiarazione dei redditi o la presenti in modo errato. 

Dichiarazione dei redditi: dopo quanto è considerata omessa?

Secondo il modello redditi, in riferimento all’articolo 2, comma 7 del D.P.R. 322/199, una dichiarazione è considerata omessa se presentata 90 giorni dopo la scadenza del termine. Ciò significa che per il Modello Redditi Persone Fisiche, Società di Capitali e per il modello Irap la dichiarazione è omessa se presentata dopo il 29 gennaio dell’anno successivo alla scadenza; per il Modello 730 ciò si verifica dopo il 21 ottobre e per la dichiarazione Iva dopo il 29 maggio, entrambe le date riferite sempre all’anno successivo alla scadenza. Inoltre, in base alla Sentenza n 13322/14 della Cassazione, se la dichiarazione dei redditi o Iva ha più scadenze, va considerata l’ultima prevista dalla legge per il calcolo dei giorni.

Ci sono poi situazioni in cui la dichiarazione dei redditi viene considerata nulla, e quindi è come se fosse omessa, come per esempio quando viene compilata su moduli diversi da quelli ministeriali oppure quando non viene firmata. In quest’ultimo caso si può rimediare sottoscrivendo la dichiarazione entro 30 giorni da quando si viene sollecitati a farlo.

Omissione della dichiarazione dei redditi: sanzioni previste

Ora che abbiamo capito quando la dichiarazione dei redditi è considerata omessa, concentriamoci sulle sanzioni amministrative. Quelle previste in questo caso vanno dal 120% al 140% del totale delle imposte dovute, partendo da un minimo di 250€. Ciò vale anche se si omette la dichiarazione Iva e Irap. Se invece non ci sono imposte dovute, la sanzione può variare tra i 250€ e i 1.000€, e può essere anche raddoppiata se si è obbligati a tenere scritture contabili. Per la dichiarazione Iva, se omessa ma quando non sono dovute imposte, la sanzione invece varia tra i 250€ e i 2.000€. 

Inoltre, la pena minima applicabile viene aumentata di 1/3 per i redditi prodotti all’estero e raddoppiata quando si fanno investimenti o si detengono attività finanziarie in paradisi fiscali, sottraendo in questo modo i redditi alla tassazione. 

Le sanzioni vengono raddoppiate anche quando non si dichiara, o si dichiara in misura inferiore, il canone di locazione degli immobili ad uso abitativo. In questo caso, se il canone non viene dichiarato vanno dal 240% al 480% dell’imposta, partendo da un minimo di 500€, mentre se è dichiarato in modo erroneo variano dal 160% al 360%.

Tutto ciò non avviene una volta che la dichiarazione dei redditi cade in prescrizione, ovvero dopo 5 anni o dopo il 31 dicembre del quarto anno successivo all’omissione per le imposte sui redditi e per la dichiarazione IVA. Questi termini di prescrizione però raddoppiano se ci sono di mezzo reati penali.

Invio della dichiarazione dei redditi oltre i 90 giorni

I contribuenti che decidono comunque di inviare la dichiarazione dei redditi allo scadere dei 90 giorni e versano tutte le imposte da pagare, vengono “premiati” con delle sanzioni fisse e non sono puniti per il reato di omessa dichiarazione ex art. 5 del D.Lgs. n. 74/2000. Inoltre, se inviano la dichiarazione entro il termine previsto per quella dell’anno successivo, o comunque prima dell’inizio di un accertamento, la sanzione viene dimezzata, passando a variare quindi tra il 60% e il 120% dell’imposta, partendo da un minimo di 200€. Se non risultavano comunque imposte da pagare, la pena si aggira tra i 150€ e i 500€.

Omissione della dichiarazione dei redditi: quando è reato penale

Omettere la dichiarazione dei redditi può considerarsi un reato penale? Ebbene sì, se la somma che non abbiamo dichiarato è sufficientemente elevata. La legge punisce con una reclusione da 2 a 5 anni chi evade imposte superiori ai 50.000€, con possibilità di applicare la custodia cautelare in carcere. Ovviamente il reato penale sussiste solo se l’evasione delle imposte è stata fatta in modo volontario e ci sono prove a testimoniarlo.

Inoltre, in base all’art. 13 co. 2 del DLgs. n. 74/2000, non si punisce chi ha estinto integralmente i debiti tributari, non essendo a conoscenza di imminenti accertamenti o procedure penali, entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo.


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