Coronavirus: Oms “La pandemia durerà fino al 2022”

Durante la conferenza stampa il direttore dell’Oms ha annunciato che probabilmente la pandemia da Coronavirus durerà fino al 2022

L’Oms ha fatto sapere che secondo i dati attuali sulla circolazione del virus la pandemia potrebbe durare fino al 2022. Il Coronavirus in Italia e nel mondo, infatti, non ha rallentato la sua corsa. La curva epidemiologica dei contagi continua a salire e l’unica speranza degli esperti è la rapida produzione di un vaccino efficace. 

Oms: la pandemia durerà almeno altri due anni

Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante la conferenza stampa ha affermato che la speranza è quella di riuscire a sconfiggere la pandemia da Coronavirus entro i prossimi due anni, come successe con l’influenza spagnola del 1918. Tuttavia vivere nell’era tecnologica è un’arma a doppio taglio, come sottolineato dallo stesso Tedros. La tecnologia e le conoscenze attuali sono sicuramente un valore aggiunto per combattere il virus, ma gli danno anche la possibilità di muoversi e diffondersi più velocemente. 

Il direttore dell’Agenzia ha anche affrontato il tema vaccini. I ricercatori di tutto il mondo sono al lavoro per trovare un vaccino efficace nel contrastare il virus SARS-COV-2, ciononostante non è detto che lo si riesca a trovare. Non vi è, infatti, alcuna garanzia che si possa sviluppare un farmaco capace di neutralizzare il virus e qualora si trovasse non potrà essere l’unico strumento nella lotta al Coronavirus. 

A che punto è il vaccino?

Dall’Europa all’Asia, passando per gli Stati Uniti, la ricerca su un vaccino in grado di arrestare la pandemia è unanime. La lista stilata dall’OMS sui candidati conta 167 potenziali vaccini, 29 dei quali sono già in fase di sperimentazione sull’uomo. Dopo il vaccino prodotto nei laboratori di Oxford, che si conferma quello più avanti nella sperimentazione clinica, anche la Cina accelera la ricerca. L’azienda biotech CanSino Biologics insieme all’Istituto di Biotecnologie di Pechino hanno, infatti, sviluppato Ad5-nCoV in tempi record. 

Lo Sputnik V, prodotto dal Russian Microbiology Research Center Gamaleya di Mosca, invece, si è scontrato con le perplessità della comunità scientifica mondiale. Secondo gli esperti registrare il farmaco anti-Covid prima di aver completato tutte le fasi della sperimentazione è stata una decisione avventata. 


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