Scuola: il Governo impugna l’ordinanza del Piemonte sul controllo della febbre a scuola

Il Governo ha deciso di impugnare davanti al Tar l’ordinanza della Regione Piemonte inerente la misurazione della febbre a scuola

Giorni fa la Regione Piemonte aveva emanato un’ordinanza con sui si imponeva che la misurazione della febbre agli studenti avvenisse a scuola, prima della loro entrata nell’istituto. Il Governo ha ora impugnato il provvedimento, contestandone la legittimità.

Ordinanza del Piemonte sul controllo della febbre

Giovedì 10 settembre il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, aveva firmato un’ordinanza con cui si raccomandava a tutti gli istituti scolastici di misurare la febbre ai ragazzi prima del loro ingresso a scuola. Qualora un istituto, per comprovate ragioni, fosse impossibilitato a farlo, dovrà predisporre un’autocertificazione da far compilare alle famiglie degli alunni in cui si attesti di aver provveduto effettivamente alla misurazione. 

La decisione contrasta, di fatto, con quanto suggerito dal Ministero dell’Istruzione e dal Comitato tecnico-scientifico. Nelle linee guida emanate dal Miur, infatti, viene esplicitamente detto che è compito dei genitori provvedere al monitoraggio della temperatura dei propri figli prima di mandarli a scuola. L’ordinanza sarà valida dal 14 settembre fino al 7 ottobre, nonostante l’impugnazione del Governo.

La reazione del Governo

Il Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha additato l’ordinanza come “intempestiva e inopportuna”. Lo stesso Ministero della Salute ha spiegato la necessità di misurare la temperatura a casa, affinché non si rischi di infettare amici e compagni lungo il tragitto. Gli avvocati che hanno preso in carico il ricorso avanzato dal Governo, in particolare dal Miur e dal Ministro della Salute, sono Gianna Galluzzo, Sergio Fiorentino e Carla Colelli. Nel documento si chiede una sospensione dell’ordinanza emanata dalla Regione Piemonte, contestandone la legittimità. 

A riguardo, infatti, prevale la competenza dello Stato piuttosto che quella delle singole Regioni. Secondo i legali, inoltre, la misurazione della temperatura a scuola non sarebbe in grado di garantire la dovuta cautela. Anzi aumenterebbe il rischio di circolazione del virus e di contagio già nel percorso casa-scuola. Di contro la Regione Piemonte si è affidata ad Vittorio Barosio, nel processo davanti al Tar, sottolineando l’importanza della propria ordinanza al fine di tutelare la salute degli alunni, del personale scolastico e delle famiglie. 


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