Pace contributiva: riscatto contributi utili per la Quota 100?

Con la pace contributiva è possibile riscattare 5 anni di contributi. Vediamo qual è la procedura

In seguito alla pace fiscale c’è la pace contributiva, questa consente di riscattare un massimo di 5 anni di contributi non versati agli istituti previdenziali. Questo è uno strumento previsto dalla bozza di decreto legge che darà attuazione alla riforma pensioni e soprattutto alla quota 100.

Bisogna comunque attendere l’approvazione in Consiglio dei Ministri per essere certi che il provvedimento di pace contributiva vada in vigore.

Pace contributiva: come funziona?

Il Governo ha predisposto la possibilità, nel triennio 2019-2021, di coprire 5 anni di contributi non versati per i dipendenti pubblici e privati, agli iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e alla gestione separata. I lavoratori non devono avere anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, quindi tale strumento è possibile solo dai cosiddetti contributivi puri.

Quindi, non possono utilizzarlo chi ha il calcolo della pensione con il sistema retributivo o misto. Tale strumento quindi risulta inutile la sua applicazione per la Quota 100 che è destinata a lavoratori con 62 anni di età e 38 di contributi. In più dobbiamo dire che la pace contributiva non è prevista per chi già percepisce una pensione.

Pace contributiva: periodo da riscattare

Il riscatto dei contributi riguarda periodi per cui non sussiste l’obbligo contributivo, e che non già siano coperti da contribuzione, il periodo deve essere compreso tra la data di prima iscrizione all’istituto previdenziale e quella dell’ultimo contributo accreditato. Non possono essere riscattati più di cinque anni, anche non consecutivi. La domanda può essere fatta anche dai superstiti, parenti e affini entro il secondo grado.

Pace contributiva: il costo del riscatto

Il riscatto è un po’ costoso, ma ci sono delle agevolazioni fiscale. In pratica, il costo si calcola in base a quanto previsto dall’articolo 2, comma 5, dlgs 184/1997, si applica l’aliquota contributiva prevista dal regime presso il quale si esercita il riscatto agli ultimi 12 mesi di retribuzione. L’agevolazione consiste in una detrazione al 50%, che viene ripartita in cinque quote annuali di pari importo.

Il riscatto dei contributi può essere effettuato con un unico versamento o con al massimo 60 rate mensili. Ma se il riscatto viene effettuato per l’immediata liquidazione di una pensione, o per l’accoglimento di una domanda di versamento contributi volontari, allora non è possibile la rateizzazione.

Una cosa importante è che il costo del riscatto può essere anche pagato dal datore di lavoro utilizzando i premi di produzione e i relativi importi sono deducibili dal reddito d’impresa.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.