Pane e pasta: aumento dei costi da settembre 2018

Dopo il caro-scuola la prossima croce degli italiani sarà l’aumento dei prezzi di pane e pasta. Il motivo dei rincari è nella produzione del grano.

Dopo il caro-scuola la prossima croce degli italiani sarà l’aumento dei prezzi di pane e pasta. Il motivo dei rincari è nella produzione del grano.

Aumento dei prezzi da settembre

Il Codacons denuncia che, dopo il caro-scuola, per gli italiani arriveranno gli aumenti di pane e pasta. Da settembre, infatti, il popolo italiano si ritroverà ad affrontare un periodo nero che vedrà l’aumento dei costi dei beni di prima necessità.

Per i consumatori il prossimo mese sarà una vera e propria croce. Garantire ai propri figli il diritto allo studio diventa sempre più caro. Con l’acquisto del materiale scolastico, infatti, milioni di genitori italiani si sono trovati in difficoltà. Ad aggravare la situazione e preoccupare sempre più l’Italia è proprio il prezzo che raggiungeranno pane e pasta.

Carlo Renzi, presidente della Codacons (associazione per la tutela dei diritti dei consumatori), sostiene che una famiglia media italiana spende circa 76 euro al mese per pane e cereali. Il giro d’affari legato al solo pane raggiunge nel nostro paese gli 8 miliardi di euro annui. Basti pensare che gli italiani consumano ogni anno circa 24 kg procapite di pasta e circa 60 kg di pane, focacce e pizze. Il grano è, quindi, alla base della nostra dieta quotidiana al punto che un rialzo dei listini al dettaglio del 5% per i prodotti trasformati, determinerebbe una maggiore spesa pari a +45,6 euro annui a famiglia.

Considerando tutti i prodotti legati al grano venduti in Italia, complessivamente si arriva a 2,7 miliardi di euro annui a carico della popolazione.

Perchè aumenta il prezzo di pane e pasta?

Pane e pasta: aumento dei costi da settembre 2018

La causa dei rincari è da attribuire particolarmente agli effetti della produzione del grano.  Secondo Codacons, infatti, questa ha subito un drastico calo a causa della siccità.

Dalla Russia alla Germania, colpendo anche Francia, Ucraina e Stati Uniti, il fenomeno ha interessato i principali paesi produttori di grano.  E’ per questo che, a livello globale, si registrano notevoli riduzioni delle scorte per il grano tenero (fino al -20%) utilizzato per pane e biscotti. Fortunatamente un calo più contenuto riguarda il grano duro, destinato alla pasta.

Sara Gatto

Ciao a tutti! Sono Sara, ho 20 anni e sono una studentessa. Il mondo della comunicazione è ciò che più mi interessa, in particolare il cinema, la musica e l'arte in generale. Spero che i miei articoli vi siano d'aiuto e che, oltre la curiosità, siano capaci di alimentare i vostri interessi.