Partite Iva e passaggio al regime forfetario: ecco per chi

Sarà possibile il passaggio dalla partita Iva tradizionale a quella con regime forfetario rispettando determinati requisiti.

A partire dal 1 gennaio 2020 sarà possibile aderire al regime forfetario per i possessori di partita Iva, o per chi desidera aprirne una, rispettando, però, dei paletti aggiuntivi. La legge di Bilancio 2020, infatti, ha introdotto nuovi paletti per chi intende fruire del regime agevolato. Premettiamo che, come in passato, questo tipo di partita Iva è possibile soltanto per chi non ha redditi troppo elevati.

Partita Iva e Regime Forfetario

Il regime forfetario della Partite Iva prevede una tassazione al 15% e dal 2020 potranno fruirne i professionisti con redditi fino a 65mila euro. M aci sono delle restrizioni e non tutti potranno accedere alla tassazione agevolata. Cerchiamo di capire il meccanismo e i nuovi requisiti introdotti dalla finanziaria.

Per poter accedere al regime forfetario è necessario che nell’anno precedenti i ricavi non abbiano superato i 65mila euro. Potranno, quindi, passare alla tassazione agevolata anche coloro che sono già titolari di partita Iva basta che nell’anno precedente i ricavi non abbiano superato il limite indicato. Per chi apre una nuova partita Iva, ovviamente, i redditi saranno presunti e potranno fruire del regime agevolato solo coloro che presumono di non conseguire compensi superiori ai 65mila euro.

Regime forfetario, gli esclusi

Come abbiamo anticipato sopra, però non tutti potranno fruire del nuovo regime di tassazione agevolato poiche non esiste soltanto il paletto dei ricavi, che devono essere inferiori a 65 mila euro annui per poter permanere nella tassazione al 15%.

Sono esclusi dall’accesso o alla permanenza nel regime forfetario anche coloro che parallelamente al lavoro da libero professionista abbiano anche redditi derivanti da lavoro dipendente che superino i 30 mila euro l’anno.

Ma non solo. Non potranno fruire del regime forfetario anche coloro che nell’anno precedente hanno dovuto sostenere spese superiori ai 20mila euro per il lavoro accessorio .


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.