Pensione a 56 anni dopo licenziamento, quali sono le possibilità?

Quali alternative di pensionamenti ci sono per chi, oggi ha 56 anni e rischia di rimanere senza lavoro? Scopriamo le vie possibili.

La preoccupazione principale per chi, non più giovanissimo, pensa di poter perdere il lavoro a causa di crisi aziendali o altre motivazioni è di non essere più papabile per nuove professioni, proprio a causa dell’età. Quali sono le soluzioni per chi dovesse perdere il lavoro dopo i 50 anni e non ha ancora raggiunto i requisiti per accedere alla pensione? Vediamo quali sono le alternative per chi teme di rimanere disoccupato. 

Pensione a 56 anni dopo licenziamento

Una lettrice scrive per chiedere:

Buongiorno, vorrei esporre questo quesito. Ho 56 anni, ho iniziato a lavorare a 18 anni e 10 mesi, a oggi ho 37 anni di contributi. In caso di licenziamento, avendo 56 anni nessuno mi assumerebbe, cosa fare x non perdere la pensione e i contributi versati. Sono una lavoratrice dipendente di una Multinazionale! Volevo aggiungere che con me vive fratello invalido civile, senza accompagnamento, con inabilità al lavoro, può influire su una mia pensione anticipata? Grazie mille  Grazie 

Se è in possesso di almeno 12 mesi di contributi versati prima del compimento dei 19 anni, allora rientra nella categoria del lavori precoci e potrebbe accedere, a determinate condizioni, alla pensione anticipata con la quota 41 che richiede almeno 41 anni di contributi maturati in totale.

Nel suo caso, però, avendo iniziato a lavorare a 18 anni e 10 mesi tale condizione non si verifica avendo versato solo 2 mesi di contributi prima di compiere i 19 anni. Le alternative di pensionamento, nel suo caso, possono essere rappresentate dall’opzione donna, a patto che venga prorogata e permetta l’accesso a chi raggiunge i requisiti entro la fine del 2022 (per verificarsi questo però, la misura dovrebbe avere proroga per altri 3 anni visto che la proroga attualmente allo studio permetterebbe l’accesso a chi raggiunge i requisiti entro il 2020).

L’altra alternativa è rappresentata dalla pensione anticipata ordinaria che, per le donne, richiede 41 anni e 10 mesi di contributi.

In questo caso specifico che conviva con suo fratello inabile al lavoro non le è di aiuto ai fini del raggiungimento della pensione. Nel caso però la sua azienda decida di licenziarla potrebbe godere di un massimo di 24 mesi di indennità di disoccupazione Naspi, durante i quali continuerebbe ad accumulare contribuzione figurativa utile al raggiungimento della pensione.

Se dovesse, infine, trovarsi senza lavoro e senza Naspi prima del raggiungimento dei contributi necessari all’accesso alla pensione anticipata un’alternativa potrebbe essere quella di versare i contributi volontari che le mancano per raggiungere i 41 anni e 10 mesi richiesti.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.