Pensione a 57 anni con la rendita perchè disoccupato: vantaggi fiscali e convenienza

Pensione a 57 anni per i lavoratori disoccupati da più di 24 mesi, a condizione che abbiano per tempo sottoscritto un fondo pensione.

Se si perde il lavoro andare in pensione è sempre più difficile perché non sempre si è riusciti ad accumulare anni di contributi o l’età anagrafica non è sufficiente. Esiste una misura pensionistica che tutela i lavoratori disoccupati permettendo l’accesso dieci anni prima dall’età pensionabile. Come tutte le cose non è di facile accesso, bisogna per tempo aver aderito ad un fondo pensione e versato almeno cinque anni di contributi: vediamo di cosa si tratta. 

Pensione con la rendita a 57 anni per i disoccupati

Buonasera, mi chiamo G., e visto che sul vostro sito date spiegazioni molto esaustive, mi affido a voi per un chiarimento. Ho 55 anni, e lavoro dal 1982 dal 2007,  ho destinato il mio TFR in un fondo pensione, cumulando fino ad oggi 30 anni di contributi, nel settembre 2019 sono stata licenziata, e da alcuni mesi percepisco la NASPI, che durerà 24 mesi. Vi chiedo, se c’è la possibilità con quanto sopra, andare in pensione anticipata, o con la RITA, (ma, è una soluzione conveniente economicamente, volendo riscattare tutto l’importo, del fondo pensione perché licenziata? O esistono altre soluzioni? Vi ringrazio anticipatamente, distinti saluti

Per coloro che hanno perso il lavoro la RITA è una valida soluzione sotto molti aspetti. I lavoratori licenziati possono anticipare di circa 10 anni l’età pensionabile richiesta per la pensione di vecchiaia, e quindi accedere alla RITA con 57 anni. Analizziamo i requisiti richiesti per questa misura

Requisiti: anticipo massimo di 10 anni

• Inoccupazione superiore a 24 mesi (successiva alla cessazione del lavoro)
• Non più di 10 anni alla maturazione dell’età per la pensione di vecchiaia (accessibile dal 2020 a 57 anni)
• Requisito contributivo minimo di 20 anni (sono validi tutti i contributi a qualsiasi titolo versati: da riscatto, figurativi, volontari, obbligatori)
• 5 anni di partecipazione al sistema di previdenza complementare.

Pensione con RITA: vantaggi fiscali e convenienza

Sotto il profilo fiscale la R.I.T.A. gode di un regime agevolato, subirà una ritenuta a titolo d’imposta, senza ulteriore applicazione di addizionali regionali o comunali, con l’aliquota del 15% con una riduzione dello 0,30% per ogni anno eccedente il 15° anno di partecipazione a forme pensionistiche complementari, con un limite massimo di riduzione del 6%.

La RITA consente, a differenza delle altre forme di prestazione di previdenza complementare di applicare l’aliquota dal 9% al 15% al montante selezionato per la rendita.

Vista sotto questi aspetti, la RITA va considerata come quell’originalità dalla molteplici potenzialità. Resta da dire che il suo limite è relativo all’utilizzo del fondo, ciò vuol dire che chi ha accumulato nel fondo un rilevante montante contributivo riceverà un beneficio considerevole. Ecco alcuni esempi di calcolo

Ci sono altre forme pensionistiche ma non le permettono di accedere a 57 anni.


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Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Ragioniera commercialista e revisore legale iscritta all'albo. Ha collaborato per molti anni con il Caf Tutela Fiscale e con la testata Investireoggi.it area Fisco e previdenza. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”