Pensione a 58 anni per donne: solo in 2 casi è possibile

Quali sono le possibilità di pensionamento per una donna che è in possesso di 20 anni di contributi ed ha compiuto i 58 anni di età? Scopriamolo in base alle misure vigenti.

Per le donne sono previste due misure che permettono di accedere alla pensione con meno di 60 anni di contributi. Da ognuna, però, sono richiesti precisi requisiti in mancanza dei quali non è possibile accedere alla quiescenza. Cerchiamo di capire quali sono le possibilità di pensione a 58 anni per una donna, rispondendo al dubbio di una nostra lettrice.

Pensione a 58 anni per donne

Una nostra lettrice ci chiede: Ho 58 anni e’ ho vent’anni di contributi posso andare in pensione?

Il pensionamento a 58 anni per le donne, in base alle pensioni news,  è possibile sono in determinati casi. Escludendo dalle possibilità le pensioni che richiedono solo requisiti contributivi, come l’anticipata ordinario e la quota 41, per le quali non ha i contributi necessari, esploriamo quelle che sono le possibilità per lei di accedere alla quiescenza.

A 58 anni, ma solo per le donne, ci sono 2 possibilità di pensionamento: con il regime sperimentale opzione donna e con la pensione di vecchiaia anticipata. 

Per l’opzione donna è possibile il pensionamento per le lavoratrici dipendenti che hanno compiuto i 58 anni e maturato i 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2019. Nel suo caso, quindi, avendo solo 20 anni di contributi l’accesso alla misura non è assolutamente possibile.

L’altra possibilità è rappresentata dalla pensione di vecchiaia anticipata riservata, però soltanto alle lavoratrici del settore privato che siano invalide. La misura richiede, per le donne, almeno 56 anni di età, almeno 20 anni di contributi maturati ed un’invalidità pensionabile di almeno l’80%. Per la decorrenza della pensione, inoltre, è da attendere una finestra di 12 mesi dal raggiungimento dei requisiti di accesso.

Nel suo caso, quindi, potrebbe accedere al pensionamento a 58 anni di età, con i suoi 20 anni di contributi, solo se avesse una invalidità certificata pari o superiore all’80%.

L’alternativa, nel suo caso, se non potesse accedere a questa misura per la quiescenza, è rappresentata soltanto dalla pensione di vecchiaia al compimento dei 67 anni poichè le misure che permettono un pensionamento con soli 20 anni di contributi sono pochissime.

Infine, se avesse iniziato a lavorare solo dopo il 31 dicembre 1995, avrebbe una possibilità di anticipare la pensione con l’anticipata contributiva che richiede, però, 64 anni, 20 anni di contributi maturati nel sistema contributivo e un’assegno pensionistico che sia pari ad almeno 2,8 volte il minimo INPS (circa 1400 euro mensili).


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.