Pensione a 58 anni, quando si deve attendere ancora?

Quali sono le possibilità di pensionamento per un uomo di 58 anni, disoccupato e con 34 anni di contributi? Non sono molte a meno che non venga prorogata l’Ape sociale.

Non sempre è facile accedere al pensionamento prima dei 67 anni poichè la normativa previdenziale italiana, pur prevedendo diverse misure che permettono l’anticipo pensionistico, richiede dei requisiti ben precisi che possono essere a livello anagrafico, contributivo oppure entrambi.

Pensione a 58 anni

Una nostra lettrice, illustrandoci la situazione del marito a livello lavorativo e contributivo, ci chiede:

Buona sera vorrei sapere se mio marito ha possibilità di avere anticipo pensionistico. Ha 58 anni più 32 anni di contributi più due figurativi perché 5 anni fa è stato licenziato e quindi ha percepito la disoccupazione. Visto la crisi lavorativa italiana e  avendo un età superiore non è più riuscito a trovare lavoro. Non percepisce neanche reddito di cittadinanza perché io lavoro. Aspetto una vostra risposta. Grazie.  

Premettendo che, per tutti coloro che hanno maturato almeno 20 anni di contributi, c’è il diritto al pensionamento di vecchiaia al compimento dei 67 anni di età, cerchiamo di capire quelle che possono essere le possibilità di pensionamento per suo marito.

Con 58 anni di età e 34 anni di contributi (considerando anche la contribuzione figurativa derivante dall’indennità di disoccupazione Naspi) non ci sono misure che permettono il prepensionamento entro breve.

Con 34 anni di contributi l’unica misura che permetterebbe il pensionamento sarebbe l’Ape sociale, che richiede 63 anni di età ed almeno 30 anni di contributi per i disoccupati, i caregiver e gli invalidi. Purtroppo la misura dovrebbe andare in scadenza il prossimo 31 dicembre 2020, a meno che non intervenga una proroga in tal senso prolungando la durata della misura (che è stata prorogata già dalla Legge di Bilancio 2020 dovendo naturalmente scadere il 31 dicembre 2019).

Con la normativa attualmente in vigore,  e senza la sicurezza della proroga dell’Ape sociale, l’unica possibilità di pensionamento per suo marito rimarrebbe il raggiungimento dei 67 anni di età per accedere alla pensione di vecchiaia.

Unica alternativa potrebbe essere il versamento dei contributi volontari per raggiungere i 42 anni e 10 mesi di contributi che, in ogni caso, gli permetterebbero, a fronte di un onere certamente non indifferente, un anticipo di pochi mesi sulla pensione di vecchiaia.

Il mio consiglio è, visto che attualmente requisiti di pensionamento non ne possiede, di attendere la prossima riforma delle previdenziale che dovrebbe essere varata entro la fine del 2021 per andare a sopperire alla scadenza della quota 100. Dal 2022 potrebbe essere introdotta qualche nuova misura che potrebbe permettere il pensionamento di suo marito con il requisito contributivo in suo possesso. Fino ad allora la mia risposta può essere soltanto che deve invariabilmente attendere l’età per accedere alla pensione di vecchiaia.


Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instagram - Pinterest - Youtube

Condividi questo articolo sui Social
TwitterFacebookLinkedInPin ItWhatsApp
Per una risposta dei nostri esperti scrivi a consulenze@notizieora.it
I nostri esperti risponderanno alle domande in base alla loro rilevanza e all'originalità del quesito, rispetto alle risposte già inserite in archivio.

Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.