Pensione a 61 anni invalido: cosa fare se si è titolari di assegno ordinario di invalidità?

Il lavoratore con invalidità pari o superiore all’80% può accedere alla pensione di vecchiaia anticipata se percettore di assegno ordinario di invalidità?

Per i lavoratori del settore privato e per quelli autonomi, vi è la possibilità di accedere al pensionamento con un anticipo di 11 anni per le donne e di 6 anni per gli uomini se in possesso di un’invalidità pari o superiore all’80%. Cosa succede, però, se l’invalido è titolare di assegno ordinario di invalidità?

Pensione a 61 anni

Un lettore scrive per chiedere:

Sono nato il 15/8 /1959 e assunto 1/8 /1981 in un azienda privata(autoferrotranvieri) e tuttora in servizio possessore della legge 104 art 3 com3 con un grado d’invalidità del90%e con l’assegno ordinario quando è come fare per andare in quiescenza 

Il 15 agosto lei compie 61 anni e, lavorando nel settore privato ed avendo invalidità superiore all’80% potrebbe accedere alla pensione di vecchiaia anticipata per lavoratori invalidi. Per i lavoratori dipendenti è necessario attendere una finestra di 12 mesi per le decorrenza della pensione dal raggiungimento dei requisiti e, quindi, avrebbe diritto alla pensione solo al compimento dei 62 anni.

La pensione di vecchiaia anticipata, infatti, richiede i seguenti requisiti:

  • invalidità pari o superiore all’80%
  • essere lavoratori autonomi o dipendenti del settore privato (sono esclusi i dipendenti del pubblico impiego)
  • 61 anni di età per gli uomini
  • 56 anni di età per le donne
  • 20 anni di contributi maturati
  • finestra di attesa di 12 mesi per i dipendenti e di 18 mesi per gli autonomi.

L’assegno ordinario di invalidà, come abbiamo scritto anche in altri articoli, non permette l’accesso alla pensione anticipata ma si trasforma in pensione di vecchiaia al raggiungimento dei requisiti richiesti per l’accesso.

Questo significa che preclude la possibilità per i lavoratori invalidi di accedere alla pensione di vecchiaia anticipata? Assolutamente no, visto che si tratta, in ogni caso, di una pensione di vecchiaia con requisiti ridotti proprio in virtù del possesso dell’invalidità. L’assegno ordinario di invalidità, quindi, si trasforma, per i lavoratori invalidi con percentuale pari o superiore all’80%, in pensione di vecchiaia anticipata una volta decorsa la finestra di attesa di 12 o 18 mesi.

Resta inteso, in ogni caso, che per la durata della finestra di attesa il lavoratore possa continuare a lavorare. Nel suo caso, quindi, potrebbe accedere al pensionamento al compimento dei 62 anni.

 

 


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.