Pensione a 63 anni o con 41 anni di contributi: vediamo le alternative

Vediamo due casi di pensionamento precoce in base ai requisiti posseduti dai nostri lettori.

Le misure previdenziali che al momento permettono l’accesso alla pensione con un certo anticipo sono molteplici: alcune sono riservate solo ad alcuni lavoratori precoci, altre coinvolgono anche disoccupati, caregiver, usuranti e gravosi, altre si basano esclusivamente sui contributi versate ed altre ancora, invece, si basano sia sui contributi che sull’età anagrafica. Cerchiamo di orientarci.

Pensione anticipata: Ape sociale

Una nostra lettrice ci scrive:

Buongiorno  scusi io  avendo  63 anni di  età   e  28 di  contributi  asa e  3 mesi di bidella più  3  mesi ancora di bidella più 18 mesi  che mi ha  dato il  comune  x  allora  avendo avuto 4 figli  non  lavoravo  e  adesso essendo  vedova  da  1  mese più  l’invalidità  de  65  x  100  avrei  diritto  alla  pensione  anticipata  ?  Faccio  64 anni  ad  ottobre   grazie  mille  della  sua  risposta   buona giornata.

Con un conteggio approssimativo (dovrebbe farsene fare uno dal patronato con l’estratto conto contributivo alla mano) penso che arrivi ai 30 anni di contributi potrebbe accedere all’Ape sociale che richiede almeno 63 anni di età ed almeno 30 anni di contributi. All’Ape sociale, però, possono accedere solo determinati profili di lavoratori bisognosi di tutela, ovvero:

  • i disoccupati che hanno terminato da almeno 3 mesi di fruire dell’intera Naspi spettante
  • gli invalidi con percentuale pari o superiore al 74%
  • i caregiver che si prendono cura di un familiare con grave handicap in base alla legge 104, articolo 3, comma 3
  • i lavoratori usuranti e quelli gravosi

La sua percentuale di invalidità non le permette l’accesso alla misura (a meno che non venga aumentata) e l’essere vedova, purtroppo non da diritto al pensionamento anticipato. Se risulta essere disoccupata ed ha fruito della NAspi potrebbe accedere a questo tipo di pensionamento. In alternativa dovrà attendere di compiere i 67 anni per accedere alla pensione di vecchiaia.

Pensione con 41 anni di contributi

Un altro lettore ci chiede:
Vorrei chiederle, ho 41anni di contributi, al 27 dicembre 2019, ho la legge 104, per mia madre 90enne invalida, comma3, sono precoce, lavoro dal 1978 . 
Mia madre ha avuto la 104 il 21 ottobre 2019, con domanda del 22 marzo 2019, chiedo, per calcolare i 6mesi di convivenza con mia madre, richiesti dalla legge, devo calcolare dal 21 ottobre, o dal 22 marzo? Perche’ sul verbale della commissione medica ci sono 2 fogli, uno, quello dell’invalidita,’ parla della decorrenza  del 22 marzo 2019, mentre quello da allegare alla domanda di verifica requisiti no.
Grazie

Se non indicato diversamente la decorrenza dei beneficio e del riconoscimento della legge 104 è dal giorno di presentazione della domanda e nel caso di sua madre, quindi, dal 22 marzo. 

Per calcolare i 6 mesi di convivenza con sua madre disabile, quindi, deve contare a partire dal 22 marzo, giorno della decorrenza della legge 104 e di presentazione di domanda di riconoscimento,  e non dal giorno di consegna del verbale anche perchè sul verbale stesso è presente quella data di decorrenza.

Le ricordo che è essenziale per il riconoscimento della pensione con quota 41 la residenza con il disabile, in caso contrario la pensione non viene riconosciuta.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.