Pensione all’estero: il Portogallo si conferma paradiso fiscale?

Il Portogallo si conferma paradiso pensionistico. Ecco perché i pensionati preferiscono Lisbona.

Le pensioni all’estero sono la realtà viva, del nostro Bel Paese. I controlli mirati del Fisco non frenano la fuga degli italiani che giunti finalmente alla pensione decidono di abbandonare la terra natia per vivere in modo dignitoso da pensionati all’estero. La meta favorita tra le destinazioni europee resta il Portogallo, non solo per i privilegi fiscali ma anche per il basso costo della vita.

Pensioni all’estero: in viaggio verso l’Europa

I dati stimati parlano di circa 370 mila pensioni che in tutto il globo si sono diretti verso il Portogallo, complessivamente circa 50mila pensionati italiani ed europei in viaggio ogni anno verso Lisbona. Un beneficio per la città che conta circa 2 miliardi d’introiti nell’arco di un anno.

Il Portogallo rappresenta una delle mete più ambite dai pensionati, grazie alle agevolazioni fiscali presenti nel Paese. Specie se si considera che nei primi 10 anni non vi è alcuna tassazione che ricade sulla pensione.

Pensione all'estero: il Portogallo la meta più ambita dei pensionati

Foto (YouTube)

Pensione all’estero: solo Portogallo?

I pensionati italiani, guardano non solo al Portogallo come meta dove trasferire la pensione, ma lanciano uno sguardo anche alla Germania, alla Svizzera, alla Francia, al Belgio e al Regno Unito. Resta da dire che il Portogallo viene vista come la località ideale dove trasferirsi non solo per la tassazione pari a zero, ma anche per il clima, la cultura, e soprattutto per il costo di vita considerato molto inferiore rispetto a quello italiano.

Ad esempio: comprare un’abitazione in Portogallo è per tutti non è limitata solo a una cerchia ristretta di benestanti, non rientra nel classico “lusso” limitato a pochi.

Perché le pensioni all’estero sono considerate un fenomeno?

È necessario considerare varie prospettive relative alle pensioni all’estero, se da un lato c’è chi si è trasferito per lavoro e non ha fatto più ritorno in Italia. Dall’altra parte, c’è una bella fascia di pensionati che pur aver avendo lavorato una vita intera in Italia, sono costretti a trasferirsi altrove. Il tutto per evitare la pressione contributiva ridotta concessa dal nostro Bel Paese, che non concede una vita dignitosa, cosa che non succede trasferendo la pensione all’estero dove si respirano solo “vantaggi”.


Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instagram - Pinterest - Youtube

Condividi questo articolo sui Social
TwitterFacebookLinkedInPin ItWhatsApp

Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein