Pensione anticipata 2019: 11 vie di uscita aspettando quota 100

Quali alternative per la pensione anticipata nel 2019? Alternative per l’uscita in attesa della quota 100. Ecco quali possibilità si hanno in base ai requisiti

La questione delle pensioni 2019 continua a tenere banco. Oltre 300 mila dipendenti, tra pubblici e privati, andranno in pensione anticipata nel 2019 con la quota 100. Ma in attesa del decreto sulla quota 100, che dovrebbe arrivare intorno a metà gennaio, quali sono le vie per smettere di lavorare il prossimo anno? Abbiamo deciso di stilare la guida che segue per tutti i lavoratori a fine carriera che, tenendo conto della propria età e del montante contributivo, si chiedono se possono andare in pensione nel 2019 e con quali requisiti.

Pensione 2019: 11 modi per smettere di lavorare

Se siete prossimi alla pensione, ecco un’utile panoramica sui canali di uscita per smettere di lavorare il prossimo anno.

Quota 100 2019: le finestre di uscita

Chi avrà maturato 62 anni di età e 38 di contributi, potrà andare in pensione nel 2019 usufruendo della quota 100. Chi accede alla quota 100 non potrà cumulare la pensione con redditi di lavoro fino ai 67 anni di età: il tetto massimo è di 5 mila euro l’anno.

Per i lavoratori privati la prima finestra utile è ad aprile. Per gli statali invece, visto il preavviso richiesto, le prime uscite quota 100 si potranno avere solamente ad ottobre.

Chi non rientra nella quota 100: le altre possibilità di pensione 2019

I requisiti per la pensione di vecchiaia nel 2019, per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita, salgono a 67 anni di età e 20 anni di contributi. Ricordiamo che sono state eliminate le differenze tra uomini e donne per i requisiti per la pensione di vecchiaia.

Per la pensione anticipata ex legge Fornero serviranno 43 anni di contributi e tre mesi per gli uomini e 42 e tre mesi per le donne.

I lavoratori usuranti con diritto alla pensione (circa 6 mila secondo le stime) possono accedere alla quota 97 con requisiti più leggeri (61 anni e 7 mesi di età e 35 di contributi).

Resta poi la quota 41 precoci (più 5 mesi di contributi), a prescindere dal requisito anagrafico.

Chi svolge mansioni gravose può andare in pensione nel 2019 a 66 anni e 7 mesi di età.

La pensione donne ha visto la proroga opzione donna per il 2019 per il triennio 2019-2021: accettando la penalizzazione del calcolo contributivo, le donne potranno andare in pensione a 58 anni con almeno 35 di contributi.

Sui requisiti opzione donna leggi anche: escluse le nate nel 1960.

Uno degli ultimi aggiornamenti sul fronte pensioni riguarda la proroga dell’Ape Social 2019, per chi rientra nei requisiti si tratta di un anticipo sulla pensione pari a tre anni.

Resta anche l’alternativa dell’Ape aziendale, grazie alla quale si può smettere di lavorare fino a 43 mesi prima della pensione ricevendo un assegno ponte (alimentato da un prestito il cui importo sarà restituito a rate in venti anni). La misura serve a consentire il ricambio generazionale mandando a casa i lavoratori più anziani.

Per chi ha lavorato con carriere discontinue è possibile richiedere il cumulo gratuito dei contributi.

Chiudiamo questa panoramica sulle alternative per le pensioni 2019 con la recente novità relativa alla cd “pace contributiva” che consentirà di sanare i contributi mancanti dal 1996 in poi.

Potrebbe nella pratica anche accadere che un lavoratore abbia i requisiti di pensionamento per più di una delle strade appena elencate: in questo caso si consiglia di rivolgersi ad un caf per valutare la differenza nell’assegno di pensione futura maturato in modo da capire qual è, nel proprio caso specifico, la strada più idonea e conveniente.

Sull’importo della pensione 2019 leggi anche: ultimi aggiornamenti rivalutazione assegni 2019