Pensione anticipata 2019, con 63 anni e 20 anni di contributi, è possibile?

Pensione anticipata nel 2019, con 63 anni di età, quali possibilità ci sono e come fare domanda? Tutte le ultime novità in merito.

Molti dubbi sulla proroga della pensione anticipata Ape Sociale nel 2019, il governo sembrava intenzionato a prorogare per un altro anno questa misura, ma ad oggi non ci sono novità sulla proroga. Analizziamo il quesito di un nostro lettore: 

Gentilmente, volevo un informazione su APE SOCIALE, sono nato il 16.09.1955,  ho attualmente  63 anni compiuti e 2 mesi. Sto adesso in mobilità e termina a  febbraio 2019. Poi  faro’ 3 mesi disoccupazione  ed arrivo a maggio che  ho 67 anni e 9 mesi. Ho letto sul sito notizie ora  su ape Sociale. Chiedo 2  domande a voi esperti, con nuove scadenze   io andro’ in pensione a 67 anni. Quindi a che eta’ precisa posso usufruire dell’ APE SOCIALE   63 anni..e quanti mesi?? Per prima con pensione a  66 anni e  6 mesi   si accedeva ad  APE SOCIALE  con 63 anni  7 mesi? Questa mia domanda a che  eta’ si puo’ accedere   per i 67 anni  con APE SOCIALE?? La mia seconda domanda, io che provengo  dalla mobilita’ come  scritto sopra, posso lo stesso usufruire  dell’ APE SOCIALE?? Mi venite incontro sto in un dramma..non avendo contributi? Alla scadenza  mobilita’ di febbraio 2019   ho 35 anni e mezzo di contributi. Fatemi sapere  vi ringrazio tantissimo

Pensione APE Sociale fino al 31 dicembre 2018

Lei, se la proroga dell’Ape Sociale non ci sarà, come sembra dalle ultime novità del governo, non potrà aderire nel 2019 a questa misura, in quanto termina il 31 dicembre 2018. Bisogna attendere che la nuova riforma sia definitiva.

Può, comunque aderire all’Ape Volontario, che dura fino al 31 dicembre 2019. I requisiti richiesti sono 63 anni di età e minimo 20 anni di contributi. Analizziamo in breve i requisiti richiesti.

APE Volontario: i requisiti richiesti

La pensione Ape volontario, consiste in un prestito commisurato e garantito dalla pensione di vecchiaia, erogato dalla banca in quote mensili per 12 mensilità, che il beneficiario otterrà alla maturazione del diritto. È riconosciuto in via sperimentale dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2019.

Il prestito è erogato per un periodo minimo di sei mesi e fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia. Il prestito decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda di APE.

L’importo minimo della quota di APE richiedibile è pari a 150 euro. 

L’importo massimo della quota di APE richiedibile non può superare rispettivamente:

  • il 75% dell’importo mensile netto del trattamento pensionistico, se la durata di erogazione dell’APE, è superiore a 36 mesi;
  • l’80% dell’importo mensile netto del trattamento pensionistico, se la durata di erogazione dell’APE è superiore a 24, è pari o inferiore a 36 mesi;
  • l’85% dell’importo mensile netto del trattamento pensionistico, se la durata di erogazione dell’APE è compreso tra 12 e 24 mesi;
  • il 90% dell’importo mensile del trattamento pensionistico, se la durata di erogazione dell’APE è inferiore a 12 mesi.

Il prestito ottenuto viene restituito in 240 rate in un periodo di 20 anni mediante una trattenuta che viene effettuata dall’INPS all’atto del pagamento di ciascun rateo pensionistico. La restituzione del prestito inizia dal primo pagamento della futura pensione.

Pensione Ape Volontario: come accedere al prestito

Per accedere al prestito è necessario, al momento della richiesta:

  • avere una età minima di 63 anni;
  • aver maturato una anzianità contributiva non inferiore a 20 anni;
  • avere un importo della futura pensione mensile, al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO);
  • per i soggetti con riferimento ai quali il primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996, avere un importo di pensione non inferiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale di cui all’articolo 3, comma 6, della legge n. 335 del 1995;
  • non essere titolare di pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità.

Un’altra valida alternativa è la RITA, ma non è per tutti, per maggiori informazioni su questa misura, consigliamo di leggere: Pensione: Rendita RITA a 62 anni con invalidità, quando fare la domanda?

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Redazione NotizieOra

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