Pensione anticipata 2020: è necessario lavorare 3 mesi in più?

I 3 mesi di finestra di attesa della pensione anticipata vanno lavorati obbligatoriamente o ci si può dimettere raggiunti i requisiti di accesso?

Il DL 4/2019 ha introdotto lo stop all’aumento dell’età pensionabile per chi accede alla pensione anticipata lasciando, di fatto, i requisiti di accesso inalterati rispetto all’anno precedente. Ma ha introdotto anche le finestre di attesa di 3 mesi: la decorrenza della pensione scatta solo dopo 3 mesi dal raggiungimento dei requisiti di accesso. Il dubbio di molti lavoratori, però, è proprio sulla finestra di 3 mesi di attesa: è obbligatorio lavorarla? Cosa succede se ci si dimette al raggiungimento dei requisiti?

Pensione anticipata e finestra di attesa

Una nostra lettrice ci scrive:

Ho iniziato a lavorare l’ 1/1/1979 pertanto il 31/10/2020 raggiungo i 41 anni e 10 mesi di contributi.
Considerata la finestra di 3 mesi dovrei percepire la pensione all’ 1/2/2021:
Deve lavorare i 3 mesi di finestra o posso licenziarmi dal 31/10/2020?
Grazie

Raggiungendo il requisito contributivo al 31 ottobre 2020, la decorrenza della pensione scatta 3 mesi dopo, dal 1 febbraio 2021.

La finestra di attesa non va lavorata obbligatoriamente (altrimenti si sarebbe posto il requisito di accesso a 42 anni e 1 mese per le donne e 43 anni e 1 mese di contributi per gli uomini) e il lavoratore, quindi, può dimettersi anche al raggiungimento del requisito contributivo richiesto. con la consapevolezza che per i 3 mesi successivi non percepirà lo stipendio, poichè non lavora più, ma neanche la pensione, visto che per la decorrenza è da attendere la finestra.

Di contro, per chi decide di continuare a lavorare durante i 3 mesi di finestra, il calcolo dell’assegno pensionistico sarà effettuato su 3 mesi di contributi in più.

Nel suo caso, quindi, se non vuole continuare a lavorare nella finestra di attesa di 3 mesi può dimettersi con decorrenza 1 novembre 2020 e attendere senza lavorare la liquidazione del suo assegno pensionistico 3 mesi più tardi.Si tratta, quindi, di una libera scelta del lavoratore e non sussiste alcun obbligo di continuare a lavorare fino alla decorrenza del trattamento pensionistico.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.