Pensione anticipata a 61 anni: quale strada dopo una vita di tribolazioni?

Una storia di vita, una domanda sul pensionamento. Abbiamo voluto riportare la storia del nostro lettore prima di fornire la risposta in ambito previdenziale.

Quando andrò in pensione? Molto spesso nella mail di redazione arrivano quesiti stringati che chiedono semplicemente “quando posso andare in pensione?”. Altre volte arrivano quesiti che raccontano una storia di vita, come in questo caso e solo al termine del racconto viene posta una timida domanda sulle possibilità di pensionamento. Per non scadere nei meri tecnicismi burocratici legati alla previdenza, ho deciso di dare spazio al nostro lettore che ci racconta la sua carriera lavorativa e anche le sue afflizioni, le ingiuste accuse di cui è stato oggetto. Voglio condividere con voi il racconto e solo dopo fornire la risposta che mi è stata chiesta.

La storia del nostro lettore

Buonasera sono il Signor C. e sono un assiduo lettore del vostro sito in quanto date delle ottime informazioni e precise. Espongo il mio caso sono nato a giugno 1959 ho frequentate le Scuole regolarmente ed ho terminato con la Specializzazione triennale in Officina Elettronica, nel 1977, ho fatto il concorso nel Genio Ferrovieri di Torino  risultato ottimo e quindi circa un paio di mesi prima  del 24/01/1978 sono stato assunto presso la Scuola del Genio Ferrovieri in questa Scuola veniva istruito il personale per le Ferrovie dello Stato, ho svolto il corso per circa sei mesi al termine del corso si veniva sottoposti ad esame davanti una commissione di Ingegneri delle Ferrovie e chi veniva promosso veniva mandato ha lavorare per conto del Genio Ferrovieri sulla linea ferroviaria Chivasso – Aosta che allora era tutta gestita da personale militare.

Al termine della ferma dei tre anni  il personale che si congedava veniva assunto con automatismo nelle Ferrovie quindi io mi sono congedato il 23/01/1981. Il 16/02/1982 mi arriva la lettera di assunzione presso le Ferrovie dello Stato Compartimento di Roma,con la qualifica Tecnico di Condotta in pratica guidavo i treni merci nel Compartimento dove sono stato assunto e spesso si lavorava con il turno di notte,io ho sempre svolto il mio lavoro regolarmente senza mai creare problemi sono stato sempre una persona ligia al dovere tutto ciò è andato bene, finché il giorno 07 /03 / 2013 sono stato accusato per truffa e di aver usato il mio badge personale in maniera spropositata, in pratica la mia accusa era che  lasciavo il mio badge ad altri colleghi per farmi timbrare l’uscita senza che io ero presente, la cosa è andata per le lunghe, testimonianze false di colleghi , i sindacati e la commissione disciplinare alla fine è giunta la direttiva dal Dirigente del Ministero delle Ferrovie che se ne sono lavate le mani e quindi dal 07/06/2013 sono stato licenziato per giusta causa.

Sono stato per un po di mesi male poi mi sono fatto forza ho utilizzato l’ASPI dal 11/07/2013 al 11/07/2014 dopodiché ho svolto dei lavori di qualsiasi genere pur di andare avanti, il giorno 01/03/2015 tramite un conoscente sono riuscito ad entrare  in una Società di Vigilanza non armata svolgevo turni di notte presso un Supermercato per controllare la cassaforte esterna purtroppo anche questa esperienza è durata poco sono stato licenziato insieme ad altri colleghi il 31/07/2016, ho percepito la NASPI dal 08/08/2016 al 08/07/2017.

Da allora sono disoccupato ed ho ancora le  2 cause di lavoro in essere quella della Ferrovia siamo arrivati al Penale in quanto il Giudice che seguiva le indagini penali ha trovato diverse anomalie e quindi va rifatto il processo e quindi sono in attesa,mentre l’altra la siamo in attesa che il giudice Civile emetta la sentenza a breve. Scusatemi tanto se sono stato lungo a scrivere, nella conclusione la mia domanda è attualmente ho 41 anni e 8 mesi da estratto contributivo Inps e sono ancora disoccupato, quando posso andare via con la quota 100, se mi conviene e quanto prenderei di pensione, oppure se esiste una alternativa diversa, in attesa di un vostro riscontro ringrazio immensamente e scusatemi di nuovo se mi sono dilungato. Grazie mille.

La nostra risposta

Non posso che apprezzare le storie che i nostri lettori vogliono condividere con noi. Capisco come deve essersi sentito dopo la falsa accusa arrivata dopo una vita di ligio e duro lavoro. Ma ha dimostrato di essere una persona forte rimettendosi in gioco e riprendendo a lavorare.

A mio avviso dopo 41 anni e 8 mesi di contributi è anche ora che, dopo una vita di tribolazioni si goda la meritata pensione. 

Le alternative potrebbero essere due: se ha almeno 12 mesi di contributi versati prima del compimento dei 19 anni di età rientra nella possibilità di pensionamento con la quota 41, essendo disoccupato e avendo fruito di tutta la Naspi spettante. Se, invece, non dovesse rientrare nella quota 41 perchè non possiede i 12 mesi di lavoro effettivo prima dei 19 anni la strada potrebbe essere quella di pensionarsi con la quota 100.

Per accedere alla quota 100, però, dovrà attendere di compiere i 62 anni a giugno 2021 e attendere i 3 mesi di finestra per la decorrenza della pensione. La pensione erogata in questo modo è calcolata sul suo montante contributivo (purtroppo non so dirle l’importo della stessa ma può reperirlo facilmente da solo con il servizio INPS “la mia futura pensione”) con sistema contributivo per tutti i contributi versati fino al 1996, se per tale data si era in possesso di almeno 18 anni di contributi, invece, il calcolo retributivo viene applicato ai contributi versati fino al 2011 compreso, e i restanti contributi con sistema contributivo.

La quota 100 non prevede penalizzazioni di sorta sul calcolo della pensione e impone l’unico obbligo di non poter cumulare i redditi da pensione con quelli da lavoro (se non per lavoratori autonomi occasionali per importi fino a 5mila euro l’anno).

L’altra strada potrebbe essere quella della pensione anticipata per la quale, però, le mancherebbero 1 anno e 2 mesi di contributi che potrebbe versare facendosi autorizzare al versamento dei contributi volontari. Non le consiglio questa strada poichè per il versamento passerebbe comunque più di un anno e si caricherebbe di un onere abbastanza pesante per giungere alla pensione, forse, dopo quella che le spetterebbe con quota 100.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.