Pensione anticipata: accesso con mobilità o con assegno di invalidità?

QUale scelta migliore per i titolari di assegno di invalidità: la riconferma di quest’ultimo o la scelta della mobilità per accedere alla quota 100.

Buongiorno,

Sono un uomo nato il 25 Dicembre 1956,
Per cui a fine anno compio 62 anni e ho maturato oltre 40 anni  di contributi.
Da Febbraio 2015 causa chiusura Stabilimento in cui lavoravo sono in mobilità fino a Aprile 2019.
Ad Ottobre 2015 mi è stato riconosciuto dall INPS un assegno di invalidità triennale, riconfermato a Settembre 2018 per ulteriori 3 anni.
Ho scelto di non usufruirne ( nonostante la differenza in moneta: assegno € mensili 1.307, mobilità € mensili 840 circa) perché mi hanno detto che la mobilità mette i contributi mentre quelli dell assegno sono solo figurativi.
Volevo gentilmente chiedere se con questa mia situazione attuale posso  rientrare ed è più conveniente  la nuova “quota 100”
Grazie mille per una eventuale risposta 
 
A mio avviso ha fatto la scelta migliore poichè i titolari di assegno ordinario di invalidità non possono accedere a pensione anticipata e avrebbe, per poter accedere alla pensione, dovuto attendere la scadenza del triennio nel 2021 per non riconfermare l’assegno e optare per l’accesso alla pensione anticipata (la quota 100 è pur sempre un anticipo sulla pensione) poichè l’assegno di invalidità permette soltanto la trasformazione in pensione di vecchiaia al raggiungimento dei 67 anni.
 
Quello che non so dirle, però, è se la pensione che le verrebbe erogata con la quota 100 sarebbe o meno più conveniente rispetto all’assegno mensile di invalidità. Assodato che quest’ultimo viene in ogni caso calcolato sui contributi, non posso dirle con certezza quale delle due misure sarebbe più conveniente (dovrebbe farsi fare un calcolo della futura pensione dal un CAF o un patronato). In ogni caso con la sua età e i suoi contributi rientra assolutamente nella quota 100 ma nella sua particolare situazione cercherei di capire se è più conveniente fruire dell’assegno di invalidità fino al compimento dei 67 anni con la certezza che poi la pensione di vecchiaia erogata non sarebbe inferiore all’importo di quest’ultimo, o accedere alla quota 100 con il calcolo dell’assegno in base ai suoi contributi e al coefficiente di trasformazione ma senza la sicurezza che se l’importo della pensione è più basso di 1307 euro mensili le venga riconfermato l’importo dell’assegno.
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Redazione NotizieOra

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