Pensione anticipata con RITA opzione donna: requisiti e penalizzazioni

Quali sono i requisiti di accesso alla pensione anticipata con opzione donna e RITA e quali le penalizzazioni previste?

Diverse misure della vigente normativa offrono la possibilità di poter accedere ad un pensionamento anticipato ma non sempre sono accessibili per tutti. Alcune, infatti, oltre al requisito anagrafico e a quello contributivo richiedono anche l’appartenenza a determinate categorie di lavoratori impedendo, quindi, l’accesso ad una larga platea di possibili beneficiari. Rispondendo ai quesiti dei nostri lettori prenderemo in esame 3 di queste misure: quota 41, RITA ed opzione donna.

Pensione anticipata con la RITA

La Rendita Integrativa Temporanea Anticipata permette, in base a quanto stabilisce la circolare 888 del  COVIP, di accedere alla pensione con un anticipo di 10 anni per i lavoratori disoccupati da almeno 24 mesi e di 5 anni per coloro che, invece, sono ancora in servizio. Una nostra lettrice ci chiede: Buongiorno ho letto l’articolo e volevo sapere se in base alla circolare 888 posso avere la pensione,   ho 62 anni e ho lavorato per 23 anni con contributi versati, posso avere la pensione? Grazie.

Uno dei requisiti fondamentali per accedere alla RITA è, oltre ai 20 anni di contributi versati, la maturazione di almeno 5 anni di contributi in una forma pensionistica complementare. Se lei, quini, è titolare di un fondo pensione privato (non obbligatorio) in cui ha versato almeno 5 anni di contributi allora può accedere alla RITA essendo in possesso di tutti gli altri requisiti richiesti, ma se non ha un fondo complementare la possibilità le è negata poichè l’anticipo pensionistico viene finanziato con i contributi versati, appunto, nel fondo complementare.

Pensione opzione donna, quali penalizzazioni?

La pensione con il regime sperimentale opzione donna permette il pensionamento per le lavoratrici che hanno raggiunto, entro il 31 dicembre 2019, i 35 anni di contributi e hanno compiuto,  entro la stessa data, i 58 anni di età se lavoratrici dipendenti e i 59 anni se autonome. Una nostra lettrice, a tal proposito ci chiede: Ho maturato 39 anni di servizio eh ho 59 anni . Lavoro amministrazione pubblica con opzione donna cosa prenderei … il mio stipendio attuale è 1400 euro . Grazie

La pensione con l’opzione donna prevede che l’assegno pensionistico sia calcolato interamente con il sistema contributivo. Nel suo caso almeno 16 anni (ho fatto un conteggio grossolano tenendo conto che la sua carriera lavorativa sia stata sempre continua) ricadono nel sistema retributivo e le sarebbero conteggiati, invece, col sistema contributivo. Questo comporta una penalizzazione che non so quantificare caso per caso poichè le variabili sono troppe. In alcuni casi tale penalizzazione arriva a decurtare l’assegno pensionistico spettante anche del 30%. Potrebbe farsi fare la simulazione da un patronato per capire l’assegno che le spetterebbe senza e con l’opzione donna.

In ogni caso a 41 anni e 10 mesi di contributi matura anche il diritto di accesso alla pensione anticipata ordinaria ed in quel caso non sono previste penalizzazioni.

 


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.