Pensione anticipata, di vecchiaia e quota 100: quale differenza sull’assegno?

QUale differenza economica sull’assegno pensionistico tra quota 100, pensione anticipata e pensione di vecchiaia? Facciamo due conti.

Sono un docente nato il 03/11/1957 che il 31 /12/2018 avrà 40 anni di servizio. Alla luce delle nuove disposizioni quale sarà  la differenza economica tra le tre opzioni?(Quota 100, 43 anni e mezzo, compimento dei 67 anni). Grazie 

 

Non le so dire la differenza economica precisa in euro poichè non ho gli strumenti per il calcolo della pensione ma posso dirle che tale differenza sarebbe portata solo e soltanto dai diversi contributi versati.

Con la quota 100 sarebbe in possesso dei requisiti di pensionamento già nel 2019, quindi maturerebbe i requisiti  con 41 anni di contributi e potrebbe accedere alla pensione già nel 2020 versando ancora 1 anno e 8 mesi di contributi (considerando settembre 2020).

Con la pensione anticipata raggiungerebbe i requisiti nel a fine giugno 2022 con 43 anni e 6 mesi di contributi (considerando gli aumenti previsti del 2019 e del biennio successivo) e potrebbe accedere al pensionamento a settembre 2022 versando ancora 3 anni e 8 mesi di contributi.

Con le pensione di vecchiaia raggiungerebbe i 67 anni e 6 mesi a maggio 2025  (aggiungendo gli aumenti previsti per il 2019 e i successivi 2 bienni) potendo accedere alla pensione su domanda a settembre dello stesso anno con 46 anni e 8 mesi  versando ancora 6 anni e 8 mesi di contributi.

Capisce da solo, ovviamente, che più contributi si versano più alto sarà l’assegno pensionistico.

Il calcolo dell’assegno pensionistico avverrà secondo le consuete modalità in tutti e 3 i casi, ovvero: 

  • Per chi ha iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995 il calcolo della pensione sarà interamente contributivo.
  • Il calcolo retributivo resta per i contributi versati fino al 31 dicembre 2011 per chi aveva maturato 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.
  • Il calcolo retributivo per i contributi versati fino al 31 dicembre 1995 per tutti coloro che in tale data lavoravano ma non avevano maturato 18 anni di contributi.

Per farle un esempio: su uno stipendio medio annuale di 30mila euro, si versano annualmente circa 10mila euro di contributi (il 33%) che in base al coefficiente di trasformazione potrebbero influire sulla pensione dai 35 ai 40 euro al mese. Questa potrebbe essere la cifra mensile in più che potrebbe avere sull’assegno pensionistico, lavorando un anno in più se il suo stipendio annuale è di circa 30mila euro. Senza considerare il differente coefficiente di trasformazione che sarebbe più basso per la quota 100 (a cui accederebbe con l’età più giovane) e più alto per la pensione di vecchiaia la differenza potrebbe essere di circa 60 euro in più al mese con la pensione anticipata e di circa 150 euro mensili in più con la pensione di vecchiaia. Ovviamente il calcolo è molto grossolano ma rende l’idea di quale sarebbe la differenza.

Per una risposta dei nostri esperti scrivi a consulenze@notizieora.it

 


Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instagram - Pinterest - Youtube

Condividi questo articolo sui Social
TwitterFacebookLinkedInPin ItWhatsApp

Redazione NotizieOra

Articoli redatti dai nostri esperti di Fisco, diritto ed economia.