Pensione anticipata Opzione donna con 57 anni, cosa cambia nel 2019

La pensione anticipata Opzione Donna sarà prorogata nella legge di Bilancio 2019,  voluta a gran voce dalle lavoratrici. Questa misura prevede l’uscita anticipata per le donne lavoratrici a 57 anni e 58 per le lavoratrici autonome, con un requisito contributivo di 35 anni. L’opzione donna rappresenta una possibilità per le lavoratrici di pubblico e privato di […]

La pensione anticipata Opzione Donna sarà prorogata nella legge di Bilancio 2019,  voluta a gran voce dalle lavoratrici. Questa misura prevede l’uscita anticipata per le donne lavoratrici a 57 anni e 58 per le lavoratrici autonome, con un requisito contributivo di 35 anni. L’opzione donna rappresenta una possibilità per le lavoratrici di pubblico e privato di uscire dal mondo del lavoro in anticipo, ma ci sono delle condizioni che bisogna accettare e che sono penalizzanti, bisognerà accettare un assegno calcolato interamente su sistema contributivo.

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Opzione donna, cosa cambia con la proroga nel 2019?

L’Opzione donna qualora prorogata, consentirebbe alle donne lavoratrici dipendenti e autonome nate nell’ultimo trimestre del 1958 che siano in possesso di determinati requisiti contributivi di 35 anni, di accedere alla pensione anticipata,  accettando l’assegno pensionistico calcolato solo con il  metodo contributivo con conseguente penalizzazione in termini di soldi.

Nel 2019 cambia il requisito dell’età, le donne dipendenti dovranno avere un’età anagrafica di 57 anni e 7 mesi; mentre le donne con lavoro autonomo dovranno avere un’età anagrafica di 58 anni e 7 mesi d’età. Resta invariato il requisito contributivo di almeno 35 anni di contribuzione versati.

opzione donna

Conviene l’Opzione donna?

La convenienza dipende non solo dal fattore economico, ma anche delle considerazioni ed esigenze personali. In riferimento all’aspetto economico, la donna lavoratrice che rinuncia al calcolo dell’assegno pensionistico con il sistema misto per il contributivo, secondo le stime dei tecnici, risulterebbe di circa il 30% in meno dell’importo complessivo dell’assegno pensionistico.

Va chiarito, che il calcolo dell’Opzione donna, non è uguale per tutte, sono tanti i fattori che influiscono, dall’età anagrafica di uscita dal lavoro al tipo di contributi versati nella vita lavorativa.

La penalizzazione e la conseguente riduzione dell’assegno pensionistico Opzione donna, potrebbe risultare più alta per le lavoratrici che hanno stipendi più altri nell’ultimo periodo lavorativo.

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Oltre alla pensione anticipata Opzione donna, ricordiamo che ci sono per tutto il 2019, anche l’Ape Volontario e la RITA.

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Redazione NotizieOra

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