Pensione anticipata per invalidi, lavoro durante la finestra e decurtazioni

Pensione anticipata per invalidi, lavoro nella finestra di attesa, decurtazioni e calcolo assegno previdenziale. Cerchiamo di fare chiarezza su tutto.

Per i lavoratori invalidi vi è la possibilità di accedere alla pensione di vecchiaia anticipata la compimento dei 56 o dei 61 anni con una finestra di attesa di 12 mesi per la decorrenza della pensione. Una lettrice chiede chiarimenti al riguardo scrivendo: Buonasera, mi rivolgo a Voi con un paio di domande, se chiedo pensione  anticipata a 56 anni  in quanto  ho invalidità  all”85%  posso continuare  a lavorare fino alla fine dei 12 mesi finestra Inps  per erogazione assegno? Percepiro’ pensione piena oppure ci saranno decurtazioni  per l’ anticipo? Vi ringrazio  anticipatamente.

Pensione anticipata per invalidi

Per gli invalidi con percentuale pari o superiore all’80% è prevista la pensione di vecchiaia anticipata che permette l’accesso a chi, in possesso dei requisiti sanitari richiesti, può vantare: 

  • di aver compiuto 56 anni se donna
  • di aver compiuto 61 anni se uomo
  • almeno 20 anni di contributi accreditati.

La misura, una volta raggiunti i requisiti anagrafici e contributivi richiesti, prevede un attesa di 12 mesi per la decorrenza della pensione.

Durante la finestra di attesa, non essendoci ancora decorrenza e liquidazione della pensione, il lavoratore può benissimo continuare a lavorare. E’ necessario, però, che l’attività lavorativa venga cessata prima della decorrenza del trattamento pensionistico (anche un giorno prima).

Per quel che riguarda, invece, le decurtazioni, la misura non ne prevede. Il calcolo dell’assegno previdenziale, infatti, avverrà sul reale montante contributivo all’accesso della pensione. Se, ad esempio, decide di lavorare anche i 12 mesi di finestra di attesa anche quei mesi concorreranno al calcolo del suo assegno pensionistico.

Ovviamente andando in pensione a 57 anni (considerando anche i 12 mesi di finestra) la pensione spettante sarà sensibilmente più bassa di quella che le spetterebbe al compimento dei 67 anni se continuasse a lavorare per due motivi precisi: da una parte la pensione a 67 anni sarebbe calcolata, in costanza di lavoro, su ben 10 anni di contributi in più. Inoltre il coefficiente di trasformazione applicato al pensionamento a 57 anni è più basso di quello spettante a 67 anni e anche questo incide negativamente sul calcolo dell’assegno pensionistico.

Non so farle un calcolo di quanto verrebbe a perdere accedendo alla pensione a 57 anni invece che a 67 ma potrebbe rivolgersi ad un patronato per chiedere una simulazione dei due assegni per capire se la perdita in questione compensi l’anticipo di 10 anni (e consideri anche che percepirebbe la pensione per 10 anni in più).


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.