Pensione anticipata Quota 41: le regole 2020 per i lavoratori precoci

Pensione anticipata lavoratori precoci: la domanda deve essere inviata entro il primo marzo di ogni anno, le regole del 2020

Nella riforma pensione del decreto-legge n. 4/2019 tante le novità, previste modifiche anche per i lavoratori precoci con un requisito contributivo di 41 anni con il blocco dell’aspettativa di vita fio al 2026. Quindi, il requisito dei 41 anni sarà fermo fino al 2026, il primo rialzo si avrà dal 2027 (art. 17 del D.l. 4/2019).

Pensione lavoratori precoci: finestra di decorrenza

Sempre il decreto-legge n. 4/2019, ha previsto una finestra di tre mesi dalla maturazione dei requisiti.

La circolare 11/2019 chiarisce che la finestra si applica dal 1° gennaio 2019, questo significa che i lavoratori che avevano maturato il diritto al pensionamento in una data precedente non devono attendere la finestra di tre mesi.

La normativa prevede l’accesso al pensionamento anticipato lavoratori precoci anche con il cumulo dei contributi, con la sola esclusione di quelli versati in casse private, in generale sono i professionisti.

Data di presentazione della domanda

La domanda di pensione anticipata Quota 41 si presenta entro il 1° marzo di ogni anno. Chi ha deciso di aderire a questa misura è consigliabile segnare questa data in agenda, per non perdere la possibilità di presentare domanda di pensionamento.

Pensione Quota 41: chi sono i lavoratori precoci

I lavoratori precoci sono coloro che hanno versato almeno un anno di contributi, anche non consecutivi,  prima del compimento del diciannovesimo anno di età. Per accedere a questa misura pensionistica bisogna trovarsi in una di queste quattro tutele:

  • Lavoratori disoccupati che hanno perso il lavoro involontariamente e hanno terminato di percepire l’indennità di disoccupazione (NASPI) da tre mesi.
  • Lavoratore Caregiver, colui che assiste almeno da sei mesi il familiare con handicap grave ai sensi della legge 104 art. 3 comma 3. Sono considerati in questa fascia il coniuge o i parenti di primo grado. Se questi sono mancanti o hanno più di 70 anni o affetti da patologie invalidanti certificate, sono compresi anche i parenti e affini conviventi di secondo grado.
  • Lavoratori invalidi con una percentuale almeno del 74%.
  • Lavoratori addetti a mansioni gravose da almeno 6 anni negli ultimi 7 anni oppure da almeno 7 anni negli ultimi 10 anni. Sono 15 le categorie di lavoratori che svolgono categorie gravose inserite nella misura. Per tutte le categorie nel dettaglio consigliamo di leggere:Modulo AP 116 lavori gravosi con 15 categorie aggiornate

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Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Ragioniera commercialista e revisore legale iscritta all'albo. Ha collaborato per molti anni con il Caf Tutela Fiscale e con la testata Investireoggi.it area Fisco e previdenza. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”