Pensione con 41 anni di contributi o con 41 anni e 10 mesi?

Meglio accedere alla pensione con la quota 41 precoci o con l’anticipata tradizionale prendendo in esame solo l’importo dell’assegno pensionistico?

Sono moltissimi i lettori che ci scrivono per sapere quali saranno le penalizzazioni applicate al proprio assegno pensionistico se decidono di accedere alla quiescenza anticipata. E’ bene chiarire da subito però che, ad eccezione dell’opzione donna che prevede un ricalcolo interamente contributivo della pensione portando a perdite che, in alcuni casi, arrivano anche al 30%, nessuna delle altre forma di pensionamento anticipato prevede l’applicazione di penalizzazioni o decurtazioni sull’assegno pensionistico. 

Pensione quota 41 o anticipata ordinaria?

Una nostra lettrice ci scrive:

Buonasera io ho cominciato a lavorare nel aprile 1980 a 15 anni, attualmente ho 54 anni, lavoro di notte fissa da 17 anni circa, quindi dovrei raggiungere i 41 anni lavorativi nel 2021,
La mia domanda è quale penalizzazione avrei in termini economici, se intendessi andare in pensione con 41 anni di lavoro (precoce e usurate) invece che 41 e 10 mesi? 
Grazie. 
 
Dopo la premessa fatta poc’anzi, le posso assicurare che con entrambe le prestazioni pensionistiche non subirà alcuna penalizzazione sull’assegno pensionistico spettante che, in entrambi i casi sarà calcolato sul suo montante contributivo nel modo che segue:
  • Per chi ha iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995 il calcolo della pensione sarà interamente contributivo.
  • Il calcolo retributivo resta per i contributi versati fino al 31 dicembre 2011 per chi aveva maturato 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.
  • Il calcolo retributivo per i contributi versati fino al 31 dicembre 1995 per tutti coloro che in tale data lavoravano ma non avevano maturato 18 anni di contributi

L’unica differenza di importo tra la pensione con 41 anni di contributi e quella con 41 anni e 10 mesi è rappresentata dai 10 mesi di contributi in meno versati per l’accesso alla quota 41. Ovviamente se sceglie la quota 41, lavorando 10 mesi in meno e versando 10 mesi di contributi in meno, la sua pensione sarà calcolata semplicemente su 10 mesi di contributi in meno che apportano all’assegno pensionistico una differenza davvero misera (si parla di 35 euro mensili in più per un anno di contributi in più nel caso di un lavoratore con una retribuzione media di 30mila euro l’anno).

 

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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.