Pensione con 41 anni di contributi: spetta con dimissioni per giusta causa?

In caso di dimissioni per giusta causa spetta l’accesso alla quota 41 per lavoratori precoci?

Per i lavoratori precoci esiste un modo in più per accedere alla pensione anticipata e richiede soltanto 41 anni di contributi. Lo permette la quota 41 che, però, richiede altri requisiti specifici in base al profilo in cui il lavoratore si colloca. Vediamo nel dettaglio se è possibile accedere alla quota 41 come disoccupato se si presentano dimissioni per giusta causa.

Pensione quota 41 disoccupati

Un nostro lettore, riguardo la quota 41, ci chiede:

Domando: oggi ho 59 anni con 39 anni di contributi avendo iniziato a lavorare prima dei 18 anni,se mi licenzio con giusta causa e chiedo i 24 mesi di naspi posso andare in pensione a fine naspi?

La quota 41 permette ai lavoratori precoci disoccupati di accedere al pensionamento con 41 anni di contributi. Non basta, però essere disoccupati per poter accedere alla misura, è necessario che la perdita del lavoro sia involontaria e che si abbia diritto, in seguito alla cessazione dell’attività, di percepire l’indennità di disoccupazione.

Cosa si intende per perdita del lavoro involontaria? Innanzitutto che non è possibile accedere alla misura in seguito a dimissioni volontarie, ma neanche a seguito di scadenza di contratto a termine non rinnovato (anche se in questo caso l’indennità di disoccupazione spetta).

Per quanto riguarda le dimissioni, però, è concesso l’accesso alla quota 41 se sono state presentate per giusta causa. L’INPS stesso specifica infatti che è necessario “stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7, legge 15 luglio 1966, n. 604 e conclusione integrale della prestazione per la disoccupazione da almeno tre mesi”.

Se, quindi, presenta dimissioni per giusta causa e dalla Naspi spettante riceve i contributi figurativi per raggiungere i 41 anni di contributi, 3 mesi dopo l’intera fruizione della Naspi può accedere alla quota 41.

In quali casi si parla di dimissioni per giusta causa? 

Le dimissioni per giusta causa sono quelle presentate dal lavoratore a causa del datore di lavoro. Possono essere presentate per inosservanze degli obblighi contrattuali talmente gravi che non consentono la prosecuzione del rapporto di lavoro. In questo caso le dimissioni sono legittimate proprio dalla condizione.

Le legge, però, non individua le ipotesi che possono portare a dimissioni per giusta causa. A ovviare al problema, però, interviene la giurisprudenza individuando i casi in cui le dimissioni sono da considerare per giusta causa. Le ipotesi sono:

• mancato pagamento della retribuzione per almeno 2 mesi

• omesso versamento dei contributi previdenziali

• mobbing

• molestie

• peggioramento delle condizioni di lavoro

• variazione in peggio delle mansioni di lavoro

• spostamento della sede di lavoro

• azienda ceduta a terzi o trasferita ad un’altra se vi sono importanti variazioni nelle condizioni di lavoro

Questi ovviamente sono soltanto alcuni degli esempi che possono portare alla legittimazione delle dimissioni per giusta causa.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.