Pensione con deroghe Amato, con opzione Dini, quota 100, quota 41, o anticipata? Che confusione!

Facciamo chiarezza nella giungla burocratica della previdenza italiana: quale misura è la migliore per il pensionamento?

Come asserisco sempre la normativa previdenziale italiana prevede tantissime misure per il pensionamento, tutte con requisiti diversi a cui aggiungere anche le pensioni in deroga e quelle con opzioni. In questo marasma di regole si rischia di perdersi e non capire quale sia il modo più semplice e veloce per accedere alla quiescenza. Cerchiamo di spiegare al nostro lettore le varie normative e capire la migliore nel suo caso.

Quale misura per la pensione?

Un nostro lettore ci scrive

Gentilissima signora Patrizia sono A., vorrei avere qualche delucidazione sulla mia posizione riguardo alla mia futura pensione, leggo molti articoli al riguardo, quota 100, 103, deroga Dini, deroga D’Amato, sono un po’ confuso, cmq ho 57 anni con 39-40 anni di contributi compreso l’anno militare (riscattato), ho iniziato a lavorare il 1978, sto nella ristorazione. Quando più o meno andrei in pensione? Grazie

Ha sicuramente ragione, troppe misure per il pensionamento e quasi tute poco chiare. 

Le pensioni quindicenni (deroghe Amato e opzione Dini)  permettono l’accesso alla pensione di vecchiaia sempre a 67 anni ma, in deroga alla Legge Fornero, per i soggetti in possesso dei requisiti richiesti, soltanto con 15 anni di contributi. Queste misure sono state pensate e rese esecutive per limitare gli esodati della Legge Fornero e per permettere a chi non avrebbe potuto arrivare ai 20 anni di contributi richiesti per accedere alla pensione di vecchiaia di accedere, comunque, alla quiescenza.

Nel suo caso, carissimo signore, non serve guardare troppo oltre per trovare una possibilità di pensionamento: con la quota 100, pur avendo ampiamente raggiunto il requisito contributivo, le manca il requisito anagrafico che non potrà raggiungere prima della scadenza della misura fissata per il 31 dicembre 2021.

Per la quota 41, pur risultando, a mio avviso, un lavoratore precoce non credo abbia i requisiti per la categorie tutelate per accedere: serve, infatti, oltre ad aver perfezionato 41 anni di contributi, anche appartenere ad una delle seguenti categorie: invalidi, disoccupati, usuranti, gravosi o caregiver. Lei non mi specifica alcuna di queste condizioni, quindi desumo che non sia in possesso dei requisiti per l’accesso.

In ogni caso potrà pensionarsi al raggiungimento dei 42 anni e 10 mesi di contributi (requisito bloccato fino al 2026) con la pensione anticipata: in teoria, quindi, se oggi è in possesso di 40 anni di contributi raggiungerà la quiescenza tra circa 3 anni, all’età di 60 anni.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.