Pensione contributiva a 64 anni: attenzione al ricalcolo interamente contributivo

La pensione anticipata contributiva permette di lasciare il mondo del lavoro a 64 anni con soli 20 anni di contributi. L’idea sembra allettante ma non a tutti conviene economicamente.

Interessante senza dubbio la possibilità di accedere alla pensione anticipata contributiva con soli 64 anni di età e con soli 20 anni di contributi. Certamente la misura offre una possibilità di lasciare il lavoro con 3 anni di anticipo rispetto alla misura di vecchiaia e con gli stessi anni di contributi richiesti. Ma attenzione, perchè non sempre conviene anticipare.

Pensione a 64 anni: attenzione all’assegno

Un nostro lettore ci chiede:

Buongiorno!

Mi piacerebbe sapere se ho la titolarità per richiedere la pensione anticipata a 64 anni essendo iscritto alla gestione separata all’INPS dall’01/04/1996. Attualmente ho 60 anni.

Nella gestione separata possiedo solo due contributi per prestazione professionale (non avevo l’obbligo di iscrizione all’Inarcasse in quanto già dipendente di una società privata).

Possiedo:

9,5 anni di contributi versati prima del 1996;

19,5 anni di contributi versati dal 1997 al Giugno 2016;

1,0 anno di contributi versati in Brasile.

La mia pensione, con il calcolo effettuato dal sito dell’INPS, avrebbe un importo di 2.887 Euro. Grazie e cordiali saluti

Avendo una posizione aperta in Gestione Separata con contribuzione versata, ovviamente potrebbe optare per il computo in questa gestione potendo, allo stesso tempo accedere alla pensione anticipata contributiva a 64 anni di età. Ma quello che mi chiedo è se la cosa possa convenirle o meno.

Partendo dal presupposto che tutti gli anni di contributi versati dopo il 1 gennaio 1996 ricadono comunque nel sistema contributivo (non avendo almeno 18 anni di contributi prima di quella data spartiacque, infatti, non può beneficiare del calcolo retributivo fino al 2012), gli anni di contributi versati prima del 1996, scegliendo il computo nella Gestione Separata, le sarebbero calcolati con il sistema contributivo anzichè con il retributivo.

Appurato che, quindi, optando per il computo nella Gestione Separata, potrebbe accedere alla pensione a 64 anni, deve valutare se la cosa convenga o meno a livello economico nel suo caso.

Mentre per chi ha pochissimi contributi versati prima del 1996 il problema non si pone (la perdita potrebbe essere considerata irrilevante) per lei la scelta del computo in Gestione Separata potrebbe comportare un taglio abbastanza importante dell’assegno pensionistico e potrebbe non valere l’anticipo dei 3 anni permesso dalla pensione anticipata contributiva.

Il mio consiglio, a tal proposito, è di farsi effettuare da un CAf, un patronato o un professionista abilitato una simulazione dell’assegno che verrebbe a prendere applicando ai suoi contributi solo il sistema contributivo in modo da valutare l’effettiva convenienza dell’anticipo pensionistico.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.