Pensione contributiva, retributiva e mista, le differenze sull’assegno

Pensione contributiva, retributiva e mista, come viene calcolato l’assegno pensionistico e quale differenze ci sono.

Pensione contributiva, retributiva e mista, quale scegliere? Tra le tante misure vigenti nel sistema previdenziale la confusione non manca e molti i lettori che ci chiedono chiarimenti. Abbiamo pensato di redigere una breve guida per orientarsi con il calcolo dell’assegno pensionistico in base ai vari sistemi previsti per le pensioni news nel 2020.

Pensione contributiva, retributiva e mista: calcolo assegno

La pensione contributiva dal 1995 viene calcolata in base ai contributi che si maturano; questo significa che al momento della pensione viene considerato il montante accumulato applicando un coefficiente di trasformazione che considera anche  l’età e l’aspettativa di vita, l’assegno diventa una rendita mensile.

In poche parole, ogni anno viene accantonata una somma determinata in applicando l’aliquota di computo sul reddito imponibile, mentre per la gestione separata l’aliquota viene determinata annualmente.

Come si calcola l’assegno

Il calcolo non è semplice, cerchiamo di focalizzare tre unti precisi:

1)   la prima cosa da fare è individuare la retribuzione annua del lavoro dipendente o i redditi derivanti dai lavoratori autonomi e parasubordinati;

2)   il contributo deve essere calcolato sulla base dell’aliquota vigente;

3)   al montante contributivo dev’essere applicata il coefficiente di trasformazione.

Perché la pensione contributiva è penalizzante?

Le pensioni liquidate con il sistema contributivo risultano inferiori rispetto a quelle retributive a parità di importo. Questo significa che saranno penalizzati i giovani che non possono accedere ad un sistema diverso ma collocati per il fattore temporale nel sistema obbligatoriamente contributivo. Per questo motivo si deve ricorre alle forme di pensioni integrative. A tal proposito si pensa di costituire nel fondi ad hoc per i giovani come forma previdenziale sostitutiva nella nuova riforma pensione 2021.

La pensione contributiva può in alcuni casi determinare una decurtazione dell’assegno del 25-30% rispetto all’ultimo rispetto all’ultimo stipendio. 

Quale sistema di calcolo adottare in base al fattore temporale e la maturazione dei contributi.

Pensione contributiva, retributiva e mista: contributi e fattore temporale

L’assegno pensionistico in base ai tre sistemi di calcolo prevede:

– se il lavoratore vanta un’anzianità contributiva con almeno 18 anni al 31 dicembre 1995,  mantiene il diritto al calcolo retributivo fino al 2011 compreso, peri poi dal 1° gennaio 2012 scatta il calcolo contributivo;

– con un’anzianità inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995, il calcolo della pensione è effettuato con il sistema misto. Gli anni di contribuzione fino al 1995 sono calcolate con il sistema retributivo, mentre dal 1° gennaio 1995 in poi si calcolano con il sistema contributivo;

– se il lavoratore non si possiede nessun contributo prima del 31 dicembre 1995, la pensione è interamente calcolata con il sistema contributivo.

La pensione con il sistema contributivo si traduce in varie misure e secondo requisiti stringenti è possibile accedere: Pensione contributiva con 5, 15 e 20 anni di contributi, deroghe Amato e Opzione Dini 


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Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Ragioniera commercialista e revisore legale iscritta all'albo. Ha collaborato per molti anni con il Caf Tutela Fiscale e con la testata Investireoggi.it area Fisco e previdenza. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”