Pensione: dalla legge Fornero alla legge 104, le varie possibilità di pensionamento

Sempre più difficile la pensione anticipata per i lavoratori con invalidità dopo la Fornero e le difficoltà per il riconoscimento della legge 104.

Un lettore ci ha scritto una lettera, riguarda la pensione e l’invalidità, le continue ingiustizie delle misure pensionistiche che vengono modificate a seconda il partito che sale a Governo, senza tener conto che i lavoratori non sono solo dei numeri, che la pensione è un diritto acquisito con anni di duro lavoro. Poi si aggiunge anche la difficoltà per i lavoratori invalidi, che ad ogni rinnovo di legge 104 ne scaturisce una causa legale, perché tutto questo? L’invalidità è sempre la stessa eppure conviene impegnare medici, legali, pagare spese.

Si parla tanto di taglio delle spese, aumenti sulle famiglie, quanto si risparmierebbe se tutto funzionasse? Di seguito la lettera di  L. e le varie possibilità pensionistiche in vigore.

Pensione e invalidità: la lettera di L.

Buongiorno, mi chiamo L. ho 47 anni e lavoro da quando avevo 15 anni, sono invalido con sentenza del giudice superiore ai 2/3 e con 104 con handicap grave. Volevo porvi due domande perché proprio non riesco a capire la legge italiana che cambia in base alle persone che la attuano. 

Quando io ho iniziato a lavorare potevo andare in pensione con 20 di contributi e 35 di età con invalidità. 

Poi è arrivata la Fornero, che ha fatto andare sua figlia in pensione a 35 anni ed a noi hanno tolto questo privilegio. 

Non è giusto, io sono stanco di lavorare perché la mia malattia crea proprio stanchezza fisica, quando ho iniziato a lavorare ed ho firmato il contratto c’era questa legge di andare in pensione prima ed io penso che non hanno diritto di toccare le leggi vecchie. 

Questa era la prima ingiustizia, la seconda è :
Ma se ho un’invalidità grave ed una malattia che non guarisce ma che può solo peggiorare, perché tutte le volte devo rifare la domanda di 104. 

Io la uso prendendo due ore al giorno in modo da lavorare 6 ore invece di 8.
Chiedo di darmela definitivamente, ma niente da fare, ogni due anni bisogna rifare tutta la trafila, senza contare l’ignoranza dei medici della commissione INPS che per non dartela te la bocciano alla prima visita e puntualmente bisogna fare ricorso con un medico legale privato, vincendo cosi la causa perché impossibile ribocciarla visto la malattia. 

Ho letto che fa parte proprio di quella malattia di cui si ha diritto. Il nome è cirrosi biliare primitiva congenita. 

Vorrei tanto che l’Italia fosse un paese più onesto, ma tutti più onesti. 
Lo so che non approverete questo mio pensiero, però è la più vera verità. Cordiali saluti. In fede 

Un Governo che funzioni e maggiori tutele

Carissimo L., vorrei anche io un mondo migliore, un Governo che non giocasse con i cittadini e una vera semplificazione sulle pratiche per le persone affette da invalidità senza dover ricorrere di continuo ai legali, maggiore tutela per i lavoratori in tutti i campi. Di seguito un breve riepilogo delle varie misure pensionistiche attualmente in vigore e le ipotesi del nuovo Governo. 

Misure pensionistiche con invalidità 

La pensione anticipata di vecchiaia è destinata ai lavoratori che hanno una percentuale invalidante dell’80%; è richiesto un requisito anagrafico di 60 anni e un minimo contributivo di 20 anni. Maggiori informazioni in quest’articolo:  Pensione anticipata di vecchiaia con 20 anni di contributi, senza penalizzazioni

Ape Sociale: per i lavoratori invalidi è richiesta una percentuale invalidante uguale o superiore al 74% e un’età anagrafica di 63 anni con un requisito contributivo di 30 anni. Il nuovo Governo ha in atto lo studio per il rafforzamento di questa misura, potrebbe diventare strutturale.

Quota 41: destinata ai lavoratori precoci (coloro che hanno lavorato prima del compimento del diciannovesimo anno di età) che sono in possesso di una percentuale invalidante uguale o superiore al 74% con un requisito contributivo di 41 anni indipendentemente dall’età anagrafica. Bloccata l’aspettativa di vita fino al 2026, nel decreto-legge n. 4/2019 (Governo Salvini – Di Maio); si dovrà capire se il nuovo Governo apporterà modifiche anche a questa misura.

Rita (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata): prevede l’anticipo dall’età pensionabile di 5 anni; di circa 10 anni per i disoccupati di lunga durata. Questa misura non è per tutti, bisogna aver aderito ad un fondo pensione almeno da cinque anni ed è richiesto un requisito contributivo minimo di 20 anni. 

Maggiori informazioni in quest’articolo: Pensionamento con Fondo pensione: anticipo di 5 e 10 anni

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Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”