Pensione di cittadinanza integrazione dell’assegno sociale, quando è possibile fare domanda al Caf?

La pensione di cittadinanza è una misura prevista nel contratto di Governo, e prevede di superare la soglia di povertà, tutte le informazioni.

Pensione di cittadinanza, un lettore ci ha posto questa domanda tramite il nostro forum:

Salve Francesca, ora che il Governo Conte è partito nasce un dubbio in merito alla Pensione di Cittadinanza. In teoria “tutti i pensionati” sotto la soglia di povertà, prossimamente dall’INPS dovrebbero avere un’integrazione di pensione come ha specificato il Ministro del Consiglio. Ci sono molti italiani che hanno solo un Assegno Sociale e vivono anch’essi sotto la soglia minima di povertà. Un dubbio nasce spontaneo. L’INPS erogherà i 780 € ad integrazione anche a coloro che hanno solo l’Assegno Sociale (Pensione di Vecchiaia)?  Se sì e se si conoscono i tempi, quando si potrà chiederla all’INPS tramite CAF? Grazie dell’attenzione.   

Risposta

Sulla pensione di cittadinanza, nel testo del contratto di governo si legge: “È necessario assegnare una pensione di cittadinanza a chi vive sotto la soglia minima di povertà. La nostra proposta è rappresentata da un’integrazione per un pensionato che ha un assegno inferiore ai 780,00 euro mensili, secondo i medesimi parametri previsti per il reddito di cittadinanza.”

L’assegno sociale è una prestazione economica, erogata a domanda e dedicata ai cittadini che si trovano in condizioni economiche disagiate e con redditi inferiori alle soglie di povertà previste annualmente dalla legge.

La misura della pensione di cittadinanza nasce per combattere la povertà, quindi dovrebbe integrare l’assegno sociale. Analizziamo in breve che cos’è l’assegno sociale e la pensione di vecchiaia. 

Assegno sociale

Dal 2018, potranno fare domanda di assegno sociale solo i cittadini con età: 66 anni e 7 mesi.

Per fare richiesta di questa prestazione i cittadini devono essere in possesso di requisiti anagrafici e reddituali richiesti dalla legge.

L’assegno sociale per il 2018 consiste in un importo pari a  448,07 euro per 13 mesi per l’anno 2018 sulla base della rivalutazione ISTAT annuale e sulla perequazione automatica che spetta sulle pensioni sociali e minime.

Assegno sociale intero e ridotto

Spetta in misura intera quando il soggetto richiedente, è single o vedovo, non ha alcun reddito e se coniugato ha un reddito familiare che è al di sotto della soglia di limite reddito fissato per legge, quindi se inferiore all’ammontare annuo dell’assegno.

Spetta in misura ridotta se il soggetto non è coniugato ed ha un reddito inferiore all’importo totale della pensione, ossia, sotto a 5.824,91 euro annui mentre se coniugato il reddito familiare è inferiore al doppio dell’importo annuo dell’assegno, ossia, inferiore a 11.649,82 euro all’anno.

Se il richiedente ha un reddito superiore, non ne ha diritto.

E’  possibile per i titolari di assegno sociale chiedere l’aumento con le maggiorazioni sociali 2018.

Pensione di cittadinanza e integrazione dell’assegno sociale

Se la misura è stata creata per combattere la povertà, si deduce che dovrebbe integrare l’assegno sociale, quindi l’importo per i soggetti che ne hanno  diritto dovrebbe passare da € 448,07 a € 780,00.

La misura non è stata ancora approvata, quindi non si può fare domanda, inoltre il Governo dovrà stabilire le modalità, tempi e requisiti.

Dovrebbe attivarsi in tempi brevi, insieme al reddito di cittadinanza, la Quota 100, la proroga Opzione donna e la Quota 41 per tutti.

Redazione NotizieOra

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