Pensione di garanzia giovani cos’è e come funziona?

Pensione di garanzia giovani, l’idea di un paracadute previdenziale per coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1996 e ricadono interamente nel sistema contributivo.

Sempre più spesso la paura dei più giovani, che cadranno interamente nel sistema contributivo e che sono vittime delle crisi economiche che si susseguono nel nostro Paese le quali hanno portato ad uno sconvolgimento del mondo del lavoro creando le cosiddette carriere discontinue, è quella di non riuscire ad accumulare una pensione che permetta una vita dignitosa. Un lettore ci scrive per chiedere: Salve ho letto di una pensione che si chiama pensione di garanzia per giovani  come funziona?

Pensione di garanzia giovani

L’idea della pensione di garanzia per i giovani è nata, in Italia, è abbastanza recente, nata  quando dopo un incontro tra parti sociali e ministro del Lavoro Nunzia Catalfo tenuto proprio sul tema, si iniziò a pensare di dare una copertura previdenziale anche ai giovani.

Leggi per approfondire l’articolo: Pensione contributiva di garanzia: cos’è e a chi è destinata

Salari bassi, carriere discontinue, disoccupazione, entrata nel mondo del lavoro solo a tarda età sono solo alcuni degli elementi che faranno si che le pensioni dei più giovani non potranno garantire una vecchiaia dignitosa.

Proprio per evitare ai più giovani, in un periodo in cui la crisi occupazionale dilagava già prima dell’emergenza sanitaria da COVID-19, una pensione con assegno previdenziale sotto la soglia di povertà si è messa in cantiere l’idea della pensione di garanzia.

Secondo i dati del Censis fra 30 anni saranno 5,7 milioni coloro che potrebbero trovarsi sotto la soglia di povertà e proprio per evitare questi si sta cercando di costruire una misura in grado di garantire anche a chi ha buchi contributivi derivanti da carriere discontinue, un’assegno previdenziale dignitoso.

L’obiettivo della pensione di garanzia è quello di garantire anche a chi è entrato nel mondo del lavoro dopo il 1996 (e ricadente interamente nel sistema contributivo) un assegno previdenziale che non sia soltanto calcolato sui contributi effettivamente versati ma integrato con contribuzione figurativa per i periodi discontinui e di formazione oltre ai periodi di disoccupazione involontaria.

Si tratta di una sorta di paracadute previdenziale che farà in modo che la soglia minima di partenza dell’assegno previdenziale non sia al di sotto della soglia di povertà (780 euro).

Ovviamente si tratta di una ipotesi allo studio che dovrà essere ulteriormente discussa dal governo in accordo con le parti sociali.

 


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.