Pensione di invalidità: assegno, requisiti e domanda

Invalidità e forme pensionistiche nel 2020: assegno di invalidità, pensione di invaldità e pensione di inabilità, requisiti, importo e domanda.

La pensione di invalidità fa parte delle tante misure pensionistiche destinate ai lavoratori con una determinata percentuale invalidante. Analizziamo tutti gli aspetti considerando: l’assegno ordinario di invalidità, pensione di invalidità e pensione inabilità, i requisiti e come inviare la domanda.

Pensione di invalidità: assegno ordinario

La pensione di invalidità nel 2020 è erogata su richiesta ai lavoratori, dopo un iter burocratico ben preciso, al lavoratore richiedente viene riconosciuto un assegno ordinario di invalidità in base ad una capacità di lavoro ridotta a meno di un terzo.

Assegno di invalidità

L’assegno di invalidità viene corrisposto a coloro che si trovano in una situazione di invalidità ai sensi dell’art. 1 della legge n. 222 del 12 giugno 1984. La legge specifica che “si considera invalido, ai fini del conseguimento del diritto ad assegno nell’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti ed autonomi gestita dall’Istituto nazionale della previdenza sociale, l’assicurato la cui capacità di lavoro, in occupazioni confacenti alle sue attitudini, sia ridotta in modo permanente a causa di infermità o difetto fisico o mentale a meno di un terzo”.

L’assegno di invalidità spetta sia ai lavoratori dipendenti che autonomi iscritti alla Gestione separata. Coloro che ne hanno diritto possono continuare a lavorare, non è richiesta la cessazione dell’attività lavorativa.

I lavoratori invalidi possono fare richiesta dell’assegno di invalidità se hanno maturato un requisito contributivo di almeno 260 contributi settimanali (5 anni di contribuzione) nei cinque anni precedenti alla data di presentazione della domanda.

Al compimento dell’età pensionabile, se sussistono i requisiti, l’assegno ordinario di invalidità si trasforma automaticamente in pensione di vecchiaia, non c’è bisogno che il richiedente faccia domanda, la trasformazione avviene d’ufficio.

Come richiedere l’assegno di invalidità

La domanda dell’assegno di invalidità segue un iter ben preciso, la prima cosa da fare e recarsi dal medico curante che dovrà inviare il certificato medico con tutte le patologie invalidanti per cui si chiede lo stato invalidante.

Dopo l’invio il medico deve rilasciare al paziente il numero di protocollo dell’invio che dovrà essere inserito nella domanda. La domanda può essere inviata online sul sito Inps, oppure tramite un patronato, è possibile contattare il contact center Inps chiedendo spiegazioni al numero 803 164 da rete fissa o il numero 06 164 164 da rete mobile.

L’Inps prende in carico l’istanza e chiamerà il richiedente a visita medica presieduta davanti ad una commissione medica sanitaria-tecnica Asl, che dovrà valutare lo stato invalidante e attribuire la percentuale che poi darà diritto o meno all’assegno di invalidità.

Pensione di invalidità: importo assegno

L’importo dell’assegno di invalidità ordinario è calcolato con il sistema misto (retributivo + contributivo). Se il lavoratore ha iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995, e quindi il primo contributo è dal 1996, l’assegno ordinario di invalidità sarà calcolato interamente con il sistema contributivo. L’importo dell’assegno di invalidità varia da soggetto a soggetto, non è possibile stabilire un importo preciso.

L’assegno ordinario viene concesso per tre anni e alla scadenza bisogna procedere al rinnovo, dopo tre rinnovi si trasforma in pensione di invalidità.

Se il lavoratore continua a lavorare, al momento del passaggio in pensione, l’assegno sarà ricalcolato in base alla contribuzione totale accumulata dal lavoratore.

Pensione di invalidità con l’80% – settore privato

La pensione di invalidità per vecchiaia è una misura anticipata che possono richiedere solo il lavoratori del settore privato con una percentuale invalidante superiore all’80%. Oltre alla percentuale dell’invalidità sono richiesti il raggiungimento dei seguenti requisiti:

Lavoratori invalidi con una percentuale dell’80%

  • un’età anagrafica se uomini di 61 anni, se donne a 56 anni;
  • un requisito contributivo minimo di 20 anni.

Lavoratori non vedenti, se tali da prima di essere iscritti all’assicurazione obbligatoria o con almeno 10 anni di assicurazione e contribuzione dopo l’insorgenza della cecità:

  • un’età di 55 anni
  • un’età di 50 anni se donne

Lavoratori non vedenti, in tutti gli altri casi

  • un’età di 60 anni se uomini
  • un’età di 55 anni se donne

Adeguamento all’aspettativa di vita

Questa misura prevede che i requisiti devono essere adeguati all’aspettativa di vita e, inoltre, questo trattamento pensionistico è soggetto alla disciplina delle finestre mobili di 12 mesi dal perfezionamento dei requisiti (Circolare Inps 53/2011; Circolare Inps 35/2012). Quindi, per ottenere il primo rateo pensionistico, bisognerà attendere 12 mesi. 

Anche in questo caso lo stato di invalidità deve essere effettuato dagli uffici sanitari Inps con la valutazione di una commissione medico giuridica che dovrà valutare lo stato invalidante del richiedente. 

Pensione di invalidità: inabilità per il settore pubblico

I dipendenti del pubblico impiego possono accedere alla pensione di inabilità, ma bisogna avere un’invalidità tale che impedisce la collazione di qualsiasi attività lavorativa. L’inabilità deve essere accertata dalla Commissione Medica dell’Asl di competenza ai sensi dell’art. 13, Legge 274/91.

La pensione di inabilità viene riconosciuta al dipendente pubblico quando non è più in grado di proseguire l’attività lavorativa per l’aggravamento del proprio stato di salute, ai sensi dell’articolo 2, comma 12, legge 8 agosto 1995, n. 335 che prevede il diritto alla cessazione del servizio quando dovuta a infermità non dipendente da causa di servizio e per la quale il richiedente si trovi  “nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa”.

La pensione di inabilità decorre dal giorno successivo alla risoluzione del rapporto di lavoro. Si tratta di una prestazione vitalizia e cessa con la morte del pensionato. E’ una prestazione reversibile in favore dei superstiti aventi diritto.

Bonus pensionistico

Il riconoscimento della pensione di inabilità comporta l’attribuzione di un “bonus” che consiste nel riconoscimento di un’anzianità convenzionale come se l’iscritto avesse lavorato fino al compimento del 60° anno di età oppure fino al 40° anno di servizio.

Requisiti

I requisiti richiesti per la pensione di inabilità sono:

– un’anzianità contributiva di 5 anni di cui almeno tre nel quinquennio precedente la decorrenza del trattamento pensionistico; concorrono alla formazione della suddetta anzianità, eventuali periodi riscattati o ricongiunti presso questo Istituto;

– risoluzione del rapporto di lavoro per infermità non dipendente da causa di servizio;

– riconoscimento dello stato di assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa conseguente a infermità non dipendente da causa di servizio.

Questa pensione è incompatibile con lo svolgimento dell’attività di lavoro dipendente o autonomo.


Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instagram - Pinterest - Youtube

Condividi questo articolo sui Social
TwitterFacebookLinkedInPin ItWhatsApp

Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Ragioniera commercialista e revisore legale iscritta all'albo. Ha collaborato per molti anni con il Caf Tutela Fiscale e con la testata Investireoggi.it area Fisco e previdenza. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”