Pensione di invalidità civile, assegno di invalidità e assegno ordinario di invalidità: quali differenze?

Quali sono le sostanziali differenze tra assegno di invalidità civile e assegno ordinario di invalidità? Una è prestazione assistenziale, l’altra previdenziale.

Le tutele offerte dal nostro ordinamento alle persone con invalidità sono diverse in base anche alla riduzione della capacità lavorativa. Pensione di invalidità civile, pensione di inabilità e assegno ordinario di invalidità, incumulabili tra loro rispondono a caratteriste o assistenziali o previdenziali. Cerchiamo di capire la differenza.

Pensioni per invalidi e differenze tra misure

La pensione di invalidità civile e l’assegno di invalidità civile sono prestazioni assistenziali che spettano indifferentemente a tutti i soggetti sia che siano in possesso di requisiti  contributivi sia che non ne abbiano: unico requisito richiesto per fruirne è quello reddituale che va rispettato per mantenere il diritto.

L’assegno ordinario di invalidità, invece, è una prestazione previdenziale erogata in base al requisito contributivo e che non risponde ai vincoli reddituali visto che è calcolato sugli effettivi contributi versati dall’invalido.

Pensione e assegno invalidità civile: spetta ai cittadini che abbiano invalidità pari o superiore al 74% con età compresa tra i 18 ed i 67 anni. I redditi, per avere diritto al trattamento assistenziale, devono rimanere al di sotto di determinate soglie che sono di € 16.982,49 per la pensione e € 4.926,35 per l’assegno invalidi civili.

L’importo di entrambe le prestazioni è di 286 euro mensili ma, solo per gli invalidi civili totali è stato predisposto, dalla Corte Costituzionale prima e dal Legge Rilancio poi, che sia riconosciuto un aumento a 651,51 euro mensili (per il cosiddetto incremento al milione).

L’assegno ordinario di invalidità, invece, come abbiamo anticipato è una prestazione previdenziale poichè l’importo della pensione erogata in presenza di una determinata percentuale di invalidità, è calcolato sui contributi effettivamente versati dal lavoratore.

Si tratta di una prestazione che spetta soltanto i lavoratori del settore privato e i lavoratori autonomi iscritti alle gestione speciali dell’INPS. Non è richiesta la cessazione dell’attività lavorativa e l’erogazione non dipende dall’età anagrafica del richiedente nè dal suo reddito (visto che il titolare può anche continuare la sua attività lavorativa).

Unico requisito richiesto, oltre a quello sanitario, ovviamente è quello contributivo: al richiedente, infatti, sono necessari almeno 5 anni di contributi per avere diritto al trattamento, 3 dei quali, però, devono essere stati versati nel quinquennio precedente la presentazione della domanda.

L’importo dell’assegno ordinario di invalidità, a differenza delle pensioni di invalidità civile, non è fisso e uguale per tutti visto che deve essere calcolato sui contributi versati dall’invalido nel corso dell’intera vita lavorativa.

L’importo, quindi, nella maggior parte dei casi, è superiore rispetto a quello dell’invalidità civile potendo, tra l’altro, il beneficiari beneficiare dell’integrazione al trattamento minimo.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.