Pensione di invalidità: concessione anche agli stranieri regolari

La Cassazione riconosce la pensione di invalidità anche agli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia come tutte le prestazioni sociali per la persona

Questo è quanto stato deciso dalla Cassazione che è tornata a pronunciarsi in tema di pensione di invalidità. Il “verdetto finale” ritiene che non vi può essere discrimine fra cittadini italiani e stranieri regolarmente residenti in Italia riguardo al diritto alle prestazioni sociali. Pertanto, come tutte le altre prestazioni sociali per la persona, anche la pensione di invalidità deve essere riconosciuta a tutti gli stranieri che soggiornano regolarmente in Italia. Guardando gli articoli 2 e 3 della Costituzione Italiana per il riconoscimento di prestazioni sociali volte a rispondere ai bisogni primari della persona non è consentita, alcuna differenziazione tra cittadini italiani e stranieri che hanno titolo al soggiorno nel territorio dello Stato italiano. Quindi, la concessione dell’assegno di invalidità non può essere subordinata al possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. Ma andiamo nel dettaglio.

La pensione di invalidità per gli stranieri, i dettaglipensione di invalidità

Il tutto nasce da una questione nata fra l’INPS e una cittadina straniera riguardante la possibilità per quest’ultima, di richiedere una prestazione sociale, appunto, della pensione di invalidità, anche se non in possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo. Quest’ultimo si ottiene, come riporta l’INPS nel ricorso, dopo 5 anni di permanenza regolare nel territorio italiano.Fino a qui, quindi, per l’INPS il diritto alle prestazioni sociali spetterebbe solo a decorrere dei 5 anni, necessari ad ottenere appunto il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. In base a ciò, l’Istituto ha rigettato la richiesta di pensione di invalidità di una donna extracomunitaria che aveva fatto domanda in qualità di amministratore di sostegno della figlia.Inizialmente, la corte d’appello aveva dato ragione in parte all’INPS, ma aveva condannato di fatto l’Istituto a corrispondere l’assegno pensionistico solo a decorrere dalla data in cui il richiedente aveva ottenuto il permesso di soggiorno di lungo periodo (ex carta di soggiorno).Di conseguenza, la donna impugna la sentenza di secondo grado: il ricorso avveniva sulla base dell’orientamento formatosi nell’ambito della Corte Costituzionale in merito al principio di uguaglianza e di non discriminazione tra cittadini e stranieri extracomunitari in materia di disabilità.

Le conclusioni dopo il caso

Il ricorso della donna straniera richiedente la pensione di invalidità viene accolto in Cassazione e alla fine dei fatti, a differenza di quanto sostenuto dall’INPS, la Cassazione con ordinanza n. 23763 del 1° ottobre 2018 afferma che:

“ai fini del riconoscimento di prestazioni sociali volte a rispondere ai bisogni primari della persona, nel nostro ordinamento non è consentita (ex art. 2 e 3 della Costituzione) alcuna differenziazione tra cittadini italiani e stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, a prescindere dal titolo di soggiorno posseduto.”


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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.