Pensione di reversibilità anche il coniuge separato ne ha diritto, la sentenza shock

La pensione di reversibilità tocca anche al coniuge separato per colpa, lo ha deciso il Giudice della Corte di Cassazione, ecco la sentenza

La pensione di reversibilità è il trattamento economico riconosciuto ai familiari superstiti del lavoratore deceduto titolare di trattamento pensionistico, questa spetta anche al coniuge separato. Il diritto alla pensione di reversibilità è riconosciuto anche al coniuge separato che non è beneficiario dell’assegno di mantenimento. Ciò è stato stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 7464 del 15 marzo 2019, annullando in questo modo la legittimità costituzionale della legge n. 153 del 30 aprile 1969 e della legge n. 1357 del 18 agosto 1962 in cui si prevede il divieto al diritto alla misura pensionistica al coniuge separato superstite senza assegno di mantenimento. Con questa sentenza diventa trascurabile che il coniuge separato non abbia alcun diritto agli alimenti nei confronti dell’ex defunto. Con la separazione il legame coniugale non cessa. L’ obiettivo è tutelare il coniuge superstite.

Pensione reversibilità al coniuge separato superstite. Ecco il caso

La pensione di reversibilità va anche al coniuge separato superstite anche in caso di separazione. Ciò è stato stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza numero 7464 del 15 marzo 2019 in cui si evince che è stata riconosciuta la pensione di reversibilità nei confronti di una vedova di Forlì. La donna aveva fatto richiesta della pensione di reversibilità in Corte d’Appello, ma poiché era separata e all’atto del decesso dell’ex marito non era titolare dell’assegno di mantenimento.

I giudici della Corte d’Appello hanno negato, in questo caso, la richiesta della pensione di reversibilità per il coniuge separato poiché la stessa non percepiva l’assegno di mantenimento che era un requisito necessario. La vedova, di fronte a tale rifiuto, ha deciso di ricorrere alla Corte di Cassazione.

La Corte di Cassazione ha emesso una sentenza grazie alla quale la norma che vieta il diritto della pensione di reversibilità al coniuge separato superstite in assenza dell’assegno di mantenimento è stata abolita. L’ordinanza n. 9649 del 2015 afferma: «La ratio della tutela previdenziale è rappresentata dall’intento di porre il coniuge superstite al riparo dall’eventualità dello stato di bisogno, senza che tale stato di bisogno divenga (anche per il coniuge separato per colpa o con addebito) concreto presupposto e condizione della tutela medesima».

Possiamo dedurre quindi, che secondo la Corte di Cassazione la pensione di reversibilità è riconosciuta sia al coniuge separato che è beneficiario di un assegno di mantenimento sia al coniuge separato per colpa o con addebito, equiparato al coniuge.

Qual è l’importo previsto al coniuge separato?

Al coniuge superstite spetta un importo pari al 60% della pensione percepita dal defunto. Nel caso in cui ci sono, oltre al coniuge, uno o più figli beneficiari, la pensione di reversibilità viene erogata nella misura dell’80% e del 100%. Invece se il beneficiario è titolare di altri redditi la prestazione economica subisce una riduzione pari al 25% per un reddito superiore al triplo della pensione minima, al 40% per un reddito superiore al quadruplo della pensione minima e al 50% se supera, invece, il quintuplo della pensione minima (dall’art. 1 c. 41 L. n. 335/1995).

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.