Pensione di reversibilità: attenzione al significato di familiare a carico

Pensione di reversibilità: l’essere a carico del pensionato ai fini della pensione ai superstiti è diverso dall’essere fiscalmente a carico.

La pensione di reversibilità è una pensione ai superstiti erogata al decesso del pensionato (si chiama pensione indiretta nel caso in cui il deceduto lavora ancora ma ha versato il minimo di contributi necessari per la reversibilità ai superstiti) agli eredi e nello specifico al coniuge e ai familiari a carico al momento del trapasso.

Pensione di reversibilità e familiare a carico

In presenza del coniuge la pensione di reversibilità spetta al coniuge e se ci sono figli minori, studenti o inabili la percentuale spettante è  aumentata.

La pensione di reversibilità spetta ad altri familiari, a patto che siano a carico nel momento del decesso, solo quando manchi il coniuge. Nello specifico possono fruire della pensione ai superstiti i figli, i nipoti, i genitori e i fratelli e sorelle del defunto, a patto che siano a carico al momento della morte.

E’ bene sottolineare, che per quel che riguarda la definizione “a carico” in ambito pensione reversibilità si ha una interpretazione diversa rispetto a quella utilizzata ai fini IRPEF (ai fini Irpef i familiari sono a carico se non possiedono un reddito personale superiore ai 2840 euro l’anno).

Per la pensione ai superstiti, invece, la definizione di familiare a carico ha un significato più ampio. Nella normativa che regola la pensione sociale si legge, infatti, “ai fini del diritto alla pensione ai superstiti, i figli di età superiore ai 18 anni e inabili al lavoro … si considerano a carico dell’assicurato o del pensionato se questi, prima del decesso, provvedeva al loro sostentamento in maniera continuativa”

Questo cosa significa?Che ad essere importanti per la pensione ai superstiti sono il sostentamento del familiare a carico e la sua non autosufficienza economica. Il sostentamento implica il mantenimento del familiare da parte del pensionamento mentre la non autosufficienza economica si diversifica nel seguente modo:

  • I figli maggiorenni sono considerati non autosufficienti economicamente se hanno un reddito che non supera il minimo INPS maggiorato del 30%, (circa 750 euro mensili) se studenti universitari entro i 26 anni
  • I figli maggiorenni inabili permanentemente a proficuo lavoro che hanno un reddito non superiore a quello fissato per il diritto alla pensione di invalidità.

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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.