Pensione di vecchiaia: a chi spetta l’accesso con 66 anni e 7 mesi di contributi?

A chi è permesso, ancora fino a fine 2020, accedere alla pensione di vecchiaia con soli 66 anni e 7 mesi di contributi?

Accedere oggi, nel 2020, alla pensione di vecchiaia richiede aver maturato almeno 20 anni di contributi ed aver compiuto almeno 67 anni di età. Una normativa, però, ha bloccato l’aumento dell’età pensionabile per una categoria di lavoratori non facendo intervenire, soltanto per loro, l’aumento di 5 mesi scattato per il biennio 2019-2020. Vediamo di cosa si tratta e chi può beneficiarne.

Pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi

Un nostro lettore scrive per chiedere:

Buongiorno,

vorrei sapere se è vero che:

i precoci hanno la possibilità di andare in pensione di vecchiaia
a 66 anni e 7 mesi con 20 anni di contributi?

Grazie anticipate per le risposte.

Distinti saluti.

L’articolo 1 comma 47 della Legge di Bilancio 2018 ha decretato il blocco dell’aumento dell’età pensionabile per il biennio 2019/2020 per i lavoratori addetti alle mansioni gravose.

Questi lavoratori, di fatto, fino al 31 dicembre 2020 potranno accedere alla pensione di vecchiaia con soli 66 anni e 7 mesi di età invece di attendere il compimento dei 67 anni. Il blocco dell’aumento, quindi, non riguarda i lavoratori precoci (ovvero coloro che hanno versato almeno 12 mesi di contributi prima di compiere i 19 anni di età) ma soltanto i lavoratori addetti alle mansioni gravose. 

Chi sono i lavoratori gravosi?

I lavoratori gravosi sono stati definiti nella legge Finanziaria 2017, e sono:

1) gli operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;

2) conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;

3) conciatori di pelli e di pellicce;

4) conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;

5) conduttori di mezzi pesanti e camion;

6) personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;

7) addetti all’assistenza di persone in condizioni di non autosufficienza;

8) insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido;

9) facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati;

10) personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;

11) operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

12) siderurgici di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi nel perimetro dei lavori usuranti;

13) Operai dell’agricoltura, della zootecnia e pesca;

14) Pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare dipendenti o soci di cooperative;

15) Marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini ed acque interne 

Per approfondire consiglio la lettura dell’articolo: Pensioni novità lavori gravosi: quali benefici spettano


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.