Pensione di vecchiaia anticipata e trasformazione assegno ordinario di invalidità

Cosa accade alla trasformazione dell’assegno ordinario di invalidità in pensione di vecchiaia anticipata? Come si modifica l’importo percepito a titolo di AOI?

Per i lavoratori invalidi del settore privato è prevista una misura previdenziale che permette di accedere al pensionamento con 11 anni di anticipo per le donne e con 6 anni di anticipo per gli uomini. Si tratta della pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità pari o superiore all’80%.

Pensione di vecchiaia e assegno ordinario di invalidità

Un lettore scrive per chiedere:

Ho un’invalidità riconosciuta all’ 80% (ottanta per cento). Mi sono sempre sottoposto a visite mediche in sedi INPS con medici dall’ente incaricati.  Ho 22,5 (ventidue e mezzo) anni di contribuzione tutti in aziende private (tranne un anno di servizio militare). Compio 65 anni in agosto del 2020. Posso chiedere la trasformazione dell’assegno di invalidità in pensione di vecchiaia prima di raggiungere l’età prevista (mi pare 66 anni e sette mesi)? Devo sottopormi ad altra visita medica richiesta dall’INPS? Corro il rischio che la pensione di vecchiaia sia inferiore all’assegno di invalidità?

La pensione di vecchiaia anticipata permette l’accesso agli uomini, lavoratori del settore privato o autonomi con invalidità pari o superiore all’80% che abbiano maturato almeno 20 anni di contributi e compiuto almeno 61 anni di età (ricordiamo che per le donne, invece, la misura richiede il compimento dei 56 anni). Per accedere alla misura è necessario attendere 12 mesi dal raggiungimento dei requisiti richiesti.

Nel suo caso, quindi, avendo compiuto abbondantemente i 61 anni, possedendo i 20 anni di contributi richiesti ed avendo un’invalidità certificata all’80% può senza alcuna ombra di dubbio accedere alla pensione di vecchiaia anticipata trasformando l’assegno ordinario di invalidità che già percepisce.

Per quanto riguarda, invece, la trasformazione dell’assegno ordinario di invalidità, la quota di pensione di vecchiaia spettante non potrà mai essere inferiore alla somma percepita a titolo di AOI. La pensione di vecchiaia spettante sarà confrontata con la cifra erogata a titolo di AOI ed al lavoratore invalido, poi, sarà riconosciuto a titolo di pensione di vecchiaia l’importo più alto risultate dal confronto tra le due prestazioni. 

Nel suo caso, quindi, l’importo della pensione di vecchiaia anticipata non sarà in nessun caso più basso di quello che attualmente percepisce a titolo di assegno ordinario di invalidità perchè nella peggiore delle ipotesi le spetterebbe un importo pari a quello che già percepisce a titolo di assegno ordinario di invalidità.

Per approfondire l’argomento consiglio la lettura dell’articolo di approfondimento: Pensione di vecchiaia anticipata a 56 o 61 anni e trasformazione AOI: chiarimenti


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.