Pensione di vecchiaia, come potrebbe aumentare l’età pensionabile dal 2023

La pensione di vecchiaia sembra essere il porto sicuro dei lavoratori ma a partire dal 2023 l’età di accesso inizierà ad aumentare, vediamo come.

La pensione di vecchiaia è il trattamento previdenziale cui possono accedere la maggior parte dei lavoratori visto che richiede soltanto 20 anni di contributi versati. In alcuni casi, poi, è possibile accedervi anche con soli 15 anni di contributi grazie ad alcune deroghe alla Legge Fornero.

La pensione anticipata, per chi ha iniziato a lavorare tardi, infatti, rimane una chimera irraggiungibile visto che attualmente richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 1 anno in meno per le donne.

Pensione di vecchiaia come cambiano i requisiti nel tempo

Anche se la pensione di vecchiaia appare molto conveniente dal punto di vista del requisito contributivo è necessario prendere in considerazione che la stessa richiede un’età minima inderogabile destinata ad aumentare, nel corso degli anni, a causa dell’adeguamento alla speranza di vita Istat.

Se attualmente, quindi, sono richiesti 67 anni per accedere alla pensione di vecchiaia con 20 anni di contributi e 71 anni per accedere alla pensione di vecchiaia contributiva con un minimo di 5 anni di contributi (per chi non possiede contributi prima del 1996), nei prossimi anni il requisito anagrafico potrebbe subire un’impennata non indifferente.

In base a quanto previsto nella Legge Fornero l’aumento dell’età pensionabile dovrebbe adeguarsi all’aspettativa di vita Istat crescendo di 3 mesi ogni biennio. Anche se per il biennio 2021/2022 tale aumento è stato scongiurato, dal 2023 dovrebbe ripartire.

Vediamo, quindi, come potrebbe cambiare l’età pensionabile per accedere alla pensione di vecchiaia dal 2023.

Dal 2019 al 2022 sono richiesti 67 anni di età e 20 anni di contributi; per la pensione di vecchiaia contributiva 71 anni di età e 5 anni di contributi

Nel biennio 2023/2024 sono richiesti 67 anni e 3 mesi di età e 20 anni di contributi; per la pensione di vecchiaia contributiva 71 anni e 3 mesi di età e 5 anni di contributi.

Nel biennio 2025/2026 sono richiesti 67 anni e 6 mesi di età e 20 anni di contributi; per la pensione di vecchiaia contributiva 71 anni e 6 mesi di età e 5 anni di contributi

Nel biennio 2027/2028 sono richiesti 67 anni e 9 mesi di età e 20 anni di contributi; per la pensione di vecchiaia contributiva 71 anni e 9 mesi di età e 5 anni di contributi.

Nel biennio 2029/2030 sono richiesti 68 anni di età e 20 anni di contributi; per la pensione di vecchiaia contributiva 72 anni di età e 5 anni di contributi

Dal 2031 in poi, l’aumento per adeguamento alla speranza di vita scenderà da 3  a 2 mesi ogni biennio.

Nel biennio 2031/2032 sono richiesti 68 anni e 2 mesi di età e 20 anni di contributi; per la pensione di vecchiaia contributiva 72 anni e 2 mesi di età e 5 anni di contributi

Nel biennio 2033/2034 sono richiesti 68 anni e 4 mesi di età e 20 anni di contributi; per la pensione di vecchiaia contributiva 72 anni e 4 mesi di età e 5 anni di contributi


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.