Pensione di vecchiaia o anticipata con il riscatto laurea?

Non sempre il riscatto degli anni di studio per conseguire la laurea appare conveniente, soprattutto se consente soltanto l’accesso alla pensione anticipata.

Non sempre riscattare la laurea può essere un modo per anticipare la pensione tenendo conto che il riscatto non interviene riducendo l’età anagrafica richiesta per accedere alla pensione di vecchiaia. Cerchiamo di capire come utilizzare gli anni riscattati e quando conviene realmente pagare l’onere in questione.

Pensione di vecchiaia o anticipata?

Un lettore scrive per chiedere: Buongiorno, ho 62 anni e 28 anni di contributi maturati. Vista la competenza dimostrata in materia riscatto laurea, ho deciso di proporvi anche il mio dubbio. Mi sono laureato nel 1996 con un corso di laurea di durata quinquennale. Vorrei sapere se procedendo al riscatto dei 5 anni di studio e sommando tali anni ai 62 che ho compiuto posso accedere alla pensione di vecchiaia. In attesa di una vostra gentile risposta, vi saluto cordialmente.

Il riscatto della laurea permette di valorizzare ai fini previdenziale gli anni dedicati all’ottenimento della laurea. Il riscatto degli anni, però, da luogo a contributi validi a tutti gli effetti e considerati equiparati a quelli derivanti da lavoro.

Non è possibile, pertanto, utilizzare gli anni da riscatto per ridurre l’età anagrafica di accesso alla pensione di vecchiaia ma soltanto per ridurre gli anni di contributi richiesti per accedere ad un trattamento pensionistico.

Nel suo caso riscattando gli anni di conseguimento della laurea, quindi, ad oggi si troverebbe ad aver  compiuto sempre i 62 anni ma con 33 anni di contributi maturati. Questi requisiti non le permettono di accedere alla pensione di vecchiaia che continuerà a richiedere, sempre e comunque, il compimento dei 67 anni di età, ma al tempo stesso non le permettono neanche di accedere a qualsiasi pensione anticipata attualmente in vigore.

Proprio per questo motivo nel suo caso il riscatto degli anni di studio non è da considerarsi conveniente, visto che servirebbe soltanto ad incrementare l’assegno previdenziale che le spetterà al compimento dei 67 anni: a fronte dell’onere richiesto, infatti,  (per il riscatto di 5 anni con il metodo agevolato l’onere da corrispondere è di circa 26mila euro) ammortizzerebbe il costo solo in una decina di anni. Meglio sarebbe, nel suo caso, investire i soldi che dovrebbe pagare di onere in un fondo previdenziale complementare che le darebbe, senza alcun dubbio, diritto ad una pensione complementare ben più alta di quando frutterebbero nel calcolo dell’assegno previdenziale obbligatorio.

Per approfondire consiglio la lettura dell’articolo:Riscatto laurea ed età della pensione: chiarimenti


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.