Pensione donna o pensionamento con la rendita, cosa conviene?

Pensione donna o pensionamento con la rendita attraverso il fondo pensione, cosa conviene se si vuole uscire prima dal lavoro? Ecco le alternative possibili considerando vari aspetti.

Pensione donna o pensionamento con la rendita aderendo al fondo pensione? Varie le misure contenute nel pacchetto pensioni news nel 2020 per le donne lavoratrici, analizziamo quali sono considerando anche la convenienza all’adesione ai fondi pensione e il possibile pensionamento con la rendita. 

Pensione donna e pensionamento con la rendita

Una lettrice ci scrive: “Buongiorno, son Cristina   sono una infermiera professionale ho 53 anni e ho circa 30 anni di lavoro in ospedale e prima un anno di lavoro privato, nel totale 31 anni di contributi E non ho riscattato gli anni di scuola infermieristica.  Vorrei smettere di lavorare a 55 / 56 anni di età, volevo chiedervi quali saranno le mie opzioni per la pensione ? Potrò già a quell’età ricevere una pensione mensile? Premetto che non sono iscritta a fondi pensione. Posso farlo ora? Grazie per quanto mi risponderete”. 

Cara Cristina,

bisogna attendere la riforma pensione per capire quali saranno i cambiamenti per la pensione donna, se l’Opzione donna diventerà strutturale (quindi, senza più scadenze), sarà rinnovata solo per un anno, o nel caso peggiore non sarà rinnovata. Le donne sono agevolate con contributi inferiore nella pensione anticipata che non ha scadenza e non ha un requisito anagrafico, ma richiede un requisito contributivo alto.

Andiamo per ordine analizziamo le varie misure considerando anche l’adesione al fondo pensione e la sua convenienza.

Opzione donna: limiti e convenienza

Questa misura permette alle lavoratrici dipendente del settore pubblico e privato e alle lavoratrici autonome di accedere alla pensione circa 8/9 prima dall’età pensionabile di 67 anni.

La pensione donna “Opzione donna” non  è senza sconti, infatti in alcuni casi può risultare penalizzante. Analizziamo i requisiti richiesti e la formazione del montante contributivo con contributi utili.

Requisiti

La pensione Opzione donna nel 2020 permette alle lavoratrici dipendenti di poter fare domanda all’età di 58 anni e le lavoratrici autonome con 59 anni, entrambe le categorie devono aver maturato un requisito contributivo utile di 35 anni. I requisiti devono essere maturati entro il 31 dicembre 2019. Prevista una finestra mobile di 12 anni per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi per le lavoratrici autonome.

L’assegno è calcolato interamente con il sistema contributivo e solo validi i contributi utili, questo significa che sono considerati i contributi versati a qualsiasi titolo, sono esclusi i contributi figurativi per l’indennità di disoccupazione e quelli per malattia.

Con il sistema contributivo per le lavoratrici che hanno avuto una carriera discontinua può risultare penalizzante con una riduzione di circa il 25% – 30% dall’ultimo cedolino paga.

L’Opzione donna scade il 31 dicembre 2020, salvo proroga nel 2021.

Pensione anticipata

La pensione anticipata non ha scadenza e non un requisito anagrafico, prevede per gli uomini un requisito contributivo di 42 e 10 mesi e per le donne 41 e 10 mesi. Prevista una finestra mobile di tre mesi dalla maturazione del requisito.

L’assegno è calcolato con il sistema misto (retributivo più contributivo) e non è penalizzante, è calcolata come la pensione ordinaria.

Perché aderire ad un fondo pensione?

Le ho illustrato due misure che permettono l’uscita anticipata con requisiti specifici. Consiglio sempre di aderire ad un fondo pensione a prescindere dalla forma pensionistica che si sceglie. Il fondo pensione è stato rivalutato dal nostro sistema previdenziale con la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, che permette di fruire di una rendita quale ponte per il pensionamento cinque e dieci anni prima dell’età pensionabile.

Indipendentemente dalla Rita, conviene sempre aderire ad un fondo pensione versandoci il TFR che invece di tenerlo in azienda, che attraverso i fondi pensione ha un rendimento maggiore; e versando un contributo mensile o trimestrale che andrà a formare il montante contributivo che a fine della carriera lavorativa permetterà di percepire una pensione integrativa. La nuova riforma pensione si sta orientando verso questo sistema, integrando i fondi pensione nel sistema previdenziale a scelta libera.


Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instagram - Pinterest - Youtube

Condividi questo articolo sui Social
TwitterFacebookLinkedInPin ItWhatsApp

Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Ragioniera commercialista e revisore legale iscritta all'albo. Ha collaborato per molti anni con il Caf Tutela Fiscale e con la testata Investireoggi.it area Fisco e previdenza. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”