Pensione dopo Naspi: bisogna finire la fruizione della disoccupazione?

Quali possibilità di pensionamento ha lavoratore disoccupato con oltre 40 anni di contributi? Vediamo le due vie.

Per accedere al pensionamento anticipato ci sono diverse misure previdenziali che richiedono, però, requisiti diversi. Ricordiamo, a tal proposito che la quota 41 è riservata ai lavoratori precoci che rientrano in categorie tutelate. L’alternativa alla pensione con la quota 41, abbiamo la pensione anticipata ordinaria che, pur richiedendo un più alto numero di contributi, non è riservata solo ad una platea ristretta di lavoratori. Cerchiamo di capire le differenze.

Pensione anticipata con Naspi

Un nostro lettore fedele ci chiede:

Buongiorno  Patrizia

Ti seguo sempre e ormai mi sono appassionato a te, ti dò del tu, mi sento più vicino così; ho letto che hai già risposto a una delle mie domande ora ne faccio ancora una per capire meglio: SE A DICEMBRE HO 40 ANNI E 4 MESI DI CONTRIBUTI MI POSSO FAR LICENZIARE E FACCIO 9 MESI DI NASPI E POI VADO IN PENSIONE CON QUOTA 41?  FAMMI SAPERE. Il mio datore di lavoro da gennaio vorrebbe assumere al mio posto uno più giovane che sa usare i computer che io non so manovrare. GRAZIE

E’ sempre un piacere poter rispondere ad un lettore che mi segue. Cerchiamo di analizzare il caso in questione.

Per poter accedere alla pensione con la quota 41 è necessario aver versato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni di età ed appartenere, quindi, alla categoria dei lavoratori precoci.

Secondo requisito da possedere è l’appartenenza ad una categoria tutelata: disoccupati, invalidi, caregiver, usuranti e gravosi.

Nello specifico per i disoccupati a causa di licenziamento è richiesto che siano trascorsi almeno 3 mesi dal termine della fruizione dell’intera indennità di disoccupazione spettante.

Se lei, quindi, è un lavoratore precoci, per poter accedere alla quota 41 non può fruire della Naspi solo fino al raggiungimento dei 41 anni di contributi (i nove mesi che ipotizzava) ma deve fruire di tutta la Naspi spettante che, se ha lavorato sempre negli ultimi 4 anni, dovrebbe essere di 24 mesi.

In questo caso potrebbe accedere alla pensione con quota 41 con 42 anni e 4 mesi di contributi ma solo dopo 3 mesi che ha terminato di fruire della Naspi.

Se, invece, non rientra nei lavori precoci, l’alternativa è quella di accedere al pensionamento con l’anticipata ordinaria che, per gli uomini, richiede 42 anni e 10 mesi di contributi: in questo caso, considerando anche l’intero montante contributivo derivante dalla Naspi di 24 mesi, dovrebbe lavorare almeno fino a giugno 2020 per poter soddisfare il requisito contributivo richiesto.

Altra alternativa, ma non posso dirlo con certezza, potrebbe essere la quota 100 se ha compiuto o compirà entro dicembre 2021 i 62 anni di età.

Spero di esserle stata di aiuto.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.