Pensione INPS anticipata, quali misure la permettono?

Quali sono le misure che permettono di accedere alla pensione INPS anticipata? Scopriamole vedendo al tempo stesso che requisiti richiedono.

Ci sono diverse misura che permettono la pensione INPS anticipata, ovvero l’accesso alla quiescenza prima del compimento dei 67 anni di età. Quali sono, quindi, le misure che permettono l’anticipo, quali requisiti anagrafici e contributivi richiedono e chi può fruirne? Facciamo una panoramica per capire in base alle pensioni news, quali sono le possibilità di lasciare il mondo del lavoro.

Pensione INPS anticipata: le misure

Come abbiamo scritto in apertura sono diverse le misure che permettono una pensione INPS anticipata ed ora andremo ad illustrarle nel particolare.

Introdotta nel 2019, la pensione con la quota 100 permetter, fino al 31 dicembre 2021, di accedere al pensionamento tutti coloro che entro quella data avranno compiuto i 62 anni e maturato, al contempo, almeno 38 anni di contributi. La misura non prevede penalizzazioni sull’assegno previdenziale.

La pensione anticipata ordinaria, invece, è una pensione INPS che permette di lasciare il mondo del lavoro, indipendentemente dall’età anagrafica, alla maturazione di 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e di 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne. Anche questa misura non prevede penalizzazioni sull’assegno.

Per le donne, invece, c’è la possibilità di fruire del regime sperimentale opzione donna, prorogato anche per il 2020 per chi risulta essere in possesso dei requisiti alla data del 31 dicembre 2019. I requisiti da possedere entro tale data sono almeno 58 anni per le lavoratrici dipendenti, almeno 59 anni per le lavoratrici autonome e per tutte aver maturato almeno 35 anni di contributi (da considerare senza eventuale malattia e disoccupazione indennizzata). Questo tipo di pensionamento prevede il ricalcolo interamente contributivo dell’assegno e potrebbe portare a penalizzazioni anche pesanti sulla quota di contributi maturati nel sistema retributivo.

La pensione con la quota 41, invece, permette di lasciare il mondo del lavoro, indipendentemente dall’età, ai lavoratori precoci che hanno versato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni di età, che hanno accumulato un totale di 41 anni di contributi e che appartengano ad uno dei profili tutelati, ovvero disoccupati, caregiver, invalidi, usuranti e gravosi. Anche in questo caso non sono previste penalizzazioni sull’assegno.

Ancora fino al 31 dicembre 2020, inoltre, è possibile accedere al pensionamento con l’ape sociale che richiede 63 anni di età unitamente a 30 anni di contributi per invalidi, caregiver e disoccupati. Sono richiesti, invece, 36 anni di contributi per usuranti e gravosi.

Infine abbiamo la possibilità di pensione INPS anticipata con la misura anticipata contributiva che richiede almeno 64 anni di età ed almeno 20 anni di contributi versati dopo il 31 dicembre 1995. In alternativa può essere richiesto anche il computo nella Gestione Separata. In ogni caso l’importo dell’assegno, calcolato con il sistema contributivo, deve essere pari o superiore a 2,8 volte l’assegno minimo INPS.

Per ognuna di queste misure deve essere presentata domanda di pensione INPS con qualche mese di anticipo, per avere liquidazione dell’assegno pensionistico alla decorrenza del trattamento. Si ricorda, infine, che in caso di decesso del pensionato gli eredi sono chiamati a presentare richiesta di blocco pensione INPS.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.