Pensione integrativa: tutte le agevolazioni fiscali per pagare meno tasse

Fondo pensione integrativa 2019: un modo con cui si può pagare meno tasse grazie alla deducibilità ai fini IRPEF, ecco tutte le novità sulle agevolazioni

È possibile con la sottoscrizione di un fondo di pensione integrativa di abbattere il carico fiscale. Molti italiani percorrono questa strada per risparmiare sulle tasse. Questo è stato uno dei scopi che il legislatore ha voluto perseguire per invogliare alla sottoscrizione dei fondi pensioni integrativi da poter affiancare ai sempre più bassi assegni dell’INPS. Infatti, la previdenza integrativa è una forma di risparmio che gode di importanti agevolazioni fiscali in tutte le fasi di partecipazione al fondo pensione. L’agevolazione fiscale in questo caso è indicata con l’acronimo “E-T-T”, che sta per:

E: esenzione in fase di contribuzione, deducibilità fiscale dei contributi versati dal reddito Irpef;

T: tassazione agevolata in fase di accumulo, aliquota del 20% anziché del 26% sui rendimenti;

T: tassazione agevolata in fase di erogazione, pensione integrativa tassata con aliquota agevolata.

Le deducibilità fiscale

I contributi versati al fondo pensione sono fiscalmente deducibili dal reddito dichiarato ai fini IRPEF, fino a 5.164,57 euro all’anno. È un’operazione che prevede di dedurre dal reddito complessivo imponibile, prima che venga applicata l’aliquota IRPEF prevista, quanto versato al fondo pensione integrativo, pagando quindi meno imposte Irpef.

Poiché siamo a fine anno, bisogna ricordare che per ottenere le agevolazioni fiscali, bisogna sottoscrivere il fondo pensione entro il 31 dicembre 2019, affinché l’operazione sia di competenza 2019. Altrimenti si dovrà aspettare il 2021 per portare a deduzione gli importi versati del reddito 2020 dichiarato ai fini Irpef.  Bisogna far presente che più basso è il reddito annuo, più alto sarà la somma da poter dedurre fiscalmente e quindi si usufruirà di un maggiore risparmio.

Tassazione dei fondi

Un altro vantaggio della pensione integrativa è che non si pagano le tasse sugli importi versati nei fondi per la parte non dedotta ai fini Irpef.

Chi aderisce ad un fondo pensione devono segnalare entro la fine del 2019 alla forma previdenziale complementare di appartenenza l’importo dei contributi versati in eccedenza nel 2018 rispetto al limite annuo di deducibilità pari a 5164,57 euro. In questo modo si evita la tassazione in sede di erogazione della prestazione finale. Normalmente la comunicazione è prevista nei moduli di sottoscrizione.

Sulla rendita erogata dal fondo pensione è soggetta a una ritenuta a titolo d’imposta, con l’aliquota del 15%. Questa aliquota si riduce dello 0,30% per ogni anno eccedente il quindicesimo anno di partecipazione a forme pensionistiche complementari, fin ad arrivare al 9%. La parte della prestazione che coincide ai contributi non dedotti non va tassata. Poiché è prevista solo la tassazione solo delle somme che hanno goduto della deducibilità fiscale durante la fase di costituzione della prestazione stessa.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.