Pensione invalidità e ultimi 5 anni di contributi, tutte le alternative possibili

Pensione invalidità rifiutata per mancanza degli ultimi cinque anni di contributi in quanto disoccupato, quali alternative ci sono e cosa fare?

Pensione invalidità, esaminiamo un quesito di un nostro lettore che non ha raggiunto il cumulo degli ultimi cinque anni di contributi prima della domanda: Buonasera,  ho bisogno  di una spiegazione per favore. Mio marito ha un tumore alla gola,  invalido al 100/100. Abbiamo  fatto  la domanda  per la pensione  ordinaria,  non glielo hanno data perché  non ha versato gli ultimi 5 anni.  ERA DISOCCUPATO.  HA 62 ANNI e 36  di lavoro.  C’è  una qualche possibilità x. La pensione?  Grazie

Pensione invalidità: requisiti 

L’Inps chiarisce che per poter ottenere l’assegno ordinario di invalidità sono richiesti i seguenti requisiti:

  • riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo a causa di infermità o difetto fisico o mentale;
  • almeno 260 contributi settimanali (cinque anni di contribuzione e assicurazione) di cui 156 (tre anni di contribuzione e assicurazione) nel quinquennio precedente la data di presentazione della domanda.
  • non è richiesta la cessazione dell’attività lavorativa.

Cosa fare per chi non possiede i 5 anni di contributi richiesti?

Per chi non possiede contributi, o come nel caso del nostro lettore, non ha maturato gli ultimi tre anni di contribuzione per l’assegno ordinario d’invalidità, è possibile ottenere, solo a determinate condizioni, la pensione d’invalidità civile.

Nel caso del nostro lettore con una percentuale di invalidità al 100 per cento si ha diritto all’assegno di invalidità civile se non supera determinati redditi. Di seguito la tabella aggiornata al 2019.

Assegni e limiti di redditi nel 2019

Ecco l’elenco delle prestazioni per le persone con invalidità civili nel 2019

  • Pensione invalidi civili totali assegno di euro 285,66 con limite di reddito di euro 16.814,34;
  • Assegno mensile invalidi civili parziali: assegno di euro 285,66 con limite di reddito di euro 4.906,72;
  • Accompagnamento invalidi civili totali: assegno di euro 517,84 nessun limite di reddito;
  • Indennità di frequenza minori di 18 anni: assegno di euro 285,66 con limite di reddito di euro 4.906,72

Pensione: proroga Ape Sociale e Ape Volontario nel 2020

Si parla di una possibile proroga dell’Ape Sociale e l’Ape Volontario nel 2020, se queste misure saranno prorogate, suo marito maturando il requisito anagrafico richiesto di 63 anni, potrà accedervi. 

Attualmente i requisiti per l’Ape sociale sono: 63 anni di età e 30/36 anni di contributi se il lavoratore si trova nelle seguenti tutele:

  • disoccupato che ha finito di percepire la naspi da almeno 3 mesi;
  • disabile con una percentuale uguale o superiore al 74%;
  • lavoratore Caregiver che assiste da almeno 6 mesi il familiare con handicap grave; 
  • lavoratori che svolgono mansioni gravose e usuranti.

Per l’Ape volontario i requisiti richiesti sono:  63 anni di età e almeno 20 anni di contributi versati. In questo caso si tratta di un prepensionamento con un prestito erogato dalle banche che, permette l’accesso al raggiungimento dell’età pensionabile richiesta per la pensione di vecchiaia a 67 anni,  che andrà restituito maggiorato degli interessi agevolati, con prelievi automatici sulla futura pensione.

Una valida alternativa in questi casi è RITA

I requisiti per accedere alla RITA – Rendita Integrativa Temporanea Anticipata per i disoccupati di lunga durata con un anticipo di circa 10 anni dall’età pensionabile, sono i seguenti:

  • inoccupazione, successiva alla cessazione dell’attività lavorativa, per un periodo superiore a ventiquattro mesi;
  • raggiungimento dell ‘età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i dieci anni successivi;
  • maturazione di cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari;
  • maturazione, alla data di presentazione della domanda di accesso alla RITA, di un requisito contributivo complessivo di almeno venti anni di contributi versati.

La RITA spetta ai “lavoratori” che  siano rimasti inoccupati per il periodo ivi stabilito – unitamente agli altri requisiti, la prestazione in questione spetta solo agli iscritti titolari di reddito di lavoro.

La Rita inoltre, prevede per i lavoratori con invalidità un doppio bivio. Nello specifico, il soggetto colpito da invalidità permanente che cessi il rapporto di lavoro e che si trovi a distanza di 5 anni dalla pensione di vecchiaia potrà chiedere alternativamente il riscatto dei contributi versati al fondo o Rita, a patto che abbia partecipato al fondo per almeno 5 anni e se ha anche 20 anni di contributi Inps.

Le consiglio di farsi consigliare di un esperto in materia previdenziale sulla strada da seguire. 

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Angelina Tortora

Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”