Pensione lavoratori precoci, si ai 41 anni di contributi

E’ stato permesso ai lavoratori precoci in condizioni di difficoltà l’uscita con 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica.

E’ stato permesso ai lavoratori precoci in condizioni di difficoltà in base all‘articolo 1, co. 199-205 della legge 232/2016, l’uscita con 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica. Tale novità di pensionamento, a differenza dell’ape sociale, è stato reso strutturale e già finanziato annualmente e di conseguenza continuerà anche l’anno prossimo.

Chi è il beneficiario?

La possibilità di andare in pensione con soli 41 anni di contributi è stata riconosciuta ai lavoratori dipendenti, anche del pubblico impiego, nonchè i lavoratori iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi ,esempio artigiani, commercianti e coltivatori diretti, in possesso di contribuzione al 31 dicembre 1995. Essi devono avere almeno 12 mesi di contribuzione per periodi di lavoro effettivo precedenti il raggiungimento del diciannovesimo anno di età e devono riconoscersi in una delle seguenti situazioni evidenziate.

lavoratori dipendenti in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria (ex art. 7, della legge 604/1966), che hanno concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi;

lavoratori dipendenti o autonomi che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’art. 3, co. 3 della legge 104/1992.

Novità: dal 1° gennaio 2018, a seguito di un correttivo inserito nella legge di bilancio 2018, vengono inclusi anche i soggetti che assistono, un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.pensione lavoratori precoci, si ai 41 anni di contributi

lavoratori dipendenti o autonomi con una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74 per cento;
• lavoratori dipendenti compresi nelle quindici professioni definite gravose e che svolgono tali attività da almeno sette anni negli ultimi dieci o da almeno sei anni negli ultimi sette prima del pensionamento;

lavoratori dipendenti addetti a mansioni usuranti o risultino lavoratori notturni come già individuati dal Dlgs 67/2011 (si veda: lavori usuranti).

Chi fa parte di una delle precedenti categorie il prossimo anno potrà continuare ad avvalersi della pensione anticipata con il requisito ridotto a 41 anni di contributi anzichè 41 anni e 10 mesi per quanto riguarda le donne o 42 anni e 10 mesi gli uomini.

Come richiedere tale beneficio?

Per potervi accedere è necessario presentare domanda all’Inps per il riconoscimento dell’esistenza dei titoli abilitanti allegando ad essa la documentazione comprovante il possesso dei requisiti. Detta domanda deve essere inoltrata entro il 1° marzo di ogni anno secondo le indicazioni diffuse dall’Inps a cui si rimanda per i relativi dettagli. Va detto che il predetto requisito contributivo ridotto a 41 anni è oggetto degli adeguamenti alla speranza di vita Istat. Pertanto, nel 2019 i lavoratori interessati a questa forma di pensionamento dovranno raggiungere 41 anni e 5 mesi di contributi.

Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.