Pensione lavoro usurante e gravoso: si deve attendere finestra per accesso?

Le finestre di attesa di 3 mesi per accedere alla pensione anticipata sono valide per tutti i lavoratori, compresi gravosi e usuranti.

Cosa ha previsto il dl 4/2019 in materia previdenziale per i lavoratori che svolgono lavoro usurante e mansioni gravose? E’ stato previsto il blocco dell’aumento dell’età pensionabile ma cosa succede per la finestra di attesa di 3 mesi innescata per l’accesso alla pensione anticipata e alla pensione con quota 41?

Pensione lavoro usurante e gravoso e finestra di attesa

Un nostro lettore ci scrive:

Buongiorno sono il sig.Vella, infermiere .Ha marzo 2020 avrò  62 anni e 42 anni e 10 mesi.Ho inoltrato nel frattempo  richiesta di lavoro notturno avendo i requisiti 

Volevo sapere se anche io dovrò aspettare la finestra che era stata abolita per noi.
La ringrazio
 
Per i lavoratori usuranti e gravosi è previsto, già dalla finanziaria 2018, il blocco dell’aumento dell’età pensionabile legato all’adeguamento dell’aspettativa di vita Istat che fa si che i lavoratori che svolgono queste mansioni possano continuare ad accedere alla pensione di vecchiaia con 66 anni e 7 mesi.
Per la pensione anticipata, e anche in questo caso era stato previsto il blocco dell’aumento, nulla cambia rispetto agli altri lavoratori poichè con la legge di Bilancio 2019 si è previsto lo stesso blocco per la totalità dei lavoratori.
In sostanza, quindi, l’unico beneficio per i lavoratori usuranti e gravosi resta il blocco sull’accesso alla pensione di vecchiaia visto che per l’anticipata il blocco è stato esteso a tutti.
Per quanto riguarda, invece, le finestre di attesa di 3 mesi per accedere alla pensione anticipata (ma anche alla quota 41) sono previste per tutti, anche per i lavoratori usuranti e gravosi poichè non si tratta di un requisito contributivo ma semplicemente dell’attesa imposta a tutti i lavoratori per la decorrenza della pensione.
Nel suo caso, quindi, raggiunti i 42 anni e 10 mesi dovrà attendere i 3 mesi di finestra (anche senza lavorare se lo desidera) per la decorrenza del primo trattamento pensionistico. Inutile, quindi, l’inoltro della domanda del riconoscimento lavoro notturno.

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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.