Pensione lontana, l’assegno ordinario di invalidità potrebbe essere la soluzione

Alternativa alla pensione per i lavoratori invalidi del settore privato, può essere l’assegno ordinario di invalidità, ecco a chi spetta.

Molto spesso capita che lavoratori con invalidità non abbiano raggiunto i requisiti di pensionamento ed, essendo la pensione ancora lontana, si cerca una soluzione che possa conciliare la condizione di disabilità alla necessita di continuare ad avere un reddito. In alcuni casi la soluzione potrebbe essere rappresentata dall’assegno ordinario di invalidità.

Pensione o assegno ordinario di invalidità?

Una nostra lettrice ci scrive:

Buongiorno, 

 volevo sottoporvi una richiesta in base alla mia situazione..

Lavoro dal 1/09/83 a tempo indeterminato a parte 5 mesi nella stessa azienda.
Nel 2017 mi viene riconosciuto una invalidità del 100% per un anno poi abbassato al 75% fino a novembre 2021 causa linfoma follicolare.
A causa della chemioterapia le mie difese immunitarie sono quasi a 0 .
Adesso con il Covid-19 i medici mi hanno fatto stare a casa in malattia e non potrò neanche fare il vaccino..quando sarà disponibile.!
Dopo 3 mesi di malattia  il medico del lavoro ,  d’accordo anche con gli ematologi, non mi fa rientrare al lavoro.
Calcolando che mi mancano circa 5 anni alla pensione e non credo di poter stare in malattia fino a quando tutti si saranno vaccinati ,cosa e come posso uscire da questa situazione tenendo conto che ho bisogno di una entrata visto che comunque ho il mutuo in piedi?
E tenendo anche conto che non voglio gravare sulla azienda!!

Non specifica la sua età, purtroppo, e non posso dirle quanto le potrebbe mancare ad un possibile pensionamento. Ad ogni modo dovrebbe possedere, a settembre 2020, circa 37 anni di contributi. A questi dovrebbe sommare la maggiorazione contributiva riconosciuta ai lavoratori con invalidità superiore al 74% che comporta l’attribuzione di 2 mesi di contributi figurativi per ogni anno lavorato con invalidità superiore al 74% (nel suo caso considerando dal 2017 al 2020 dovrebbero spettarle circa 6 mesi di contributi figurativi con la maggiorazione, che dovrà richiedere contestualmente al momento della presentazione della domanda di pensione).

L’unica soluzione che mi viene in mente di suggerirle per poter sospendere l’attività lavorativa continuando a percepire un reddito è l’assegno ordinario di invalidità che può essere richiesto da tutti i lavoratori dipendenti del settore privato (se lavora nel settore pubblico, purtroppo non può fruire dell’assegno) che hanno una riduzione delle capacità lavorative ridotte a meno di un terzo (invalidità civile pari o superiore al 67%).

L’assegno può essere richiesto se si è in possesso di almeno 5 anni di contributi di cui almeno 3 versati nel quinquennio precedente alla presentazione della domanda. Percependo l’AOI è possibile continuare anche l’attività lavorativa ma si può scegliere anche di cessarla (anche se non è obbligatorio). Consideri, infine che l’assegno spettante è calcolato sui contributi realmente versati e che al compimento dei 67 anni si trasforma automaticamente in pensione di vecchiaia. Unica cosa che deve prendere in esame è che l’assegno è concesso per un triennio e poi va rinnovato.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.