Pensione minima a chi spetta il trattamento di integrazione? Importi e requisiti

Pensione e integrazione al trattamento minimo sostiene chi ha una pensione inferiore al limite di sopravvivenza. Può essere piena o parziale in base al reddito annuo

Pensione e integrazione al trattamento minimo è un’importante prestazione economica a sostegno dei pensionati che faticano a mantenere uno stile di vita dignitoso a causa di una pensione troppo bassa. Di fatto, esiste un importo stabilito annualmente al di sotto del quale i pensionati hanno diritto a un’integrazione che varia in base al loro reddito personale, al loro stato civile e all’anno di decorrenza della pensione. Vediamone i dettagli.

Pensione: a quanto ammonta il trattamento minimo nel 2020?

Nel 2020, tramite il meccanismo della perequazione, è stata calcolata una cifra per il trattamento minimo leggermente superiore a quella del 2019: 515,07 euro al mese, lo 0,4% in più rispetto all’anno scorso. Ciò significa che gli assegni pensionistici mensili al di sotto di tale soglia dovranno essere integrati fino a raggiungere i 515,07 euro. 

Tuttavia, il sistema non è lo stesso per tutti i pensionati, poiché si può avere un’integrazione totale o parziale a seconda del reddito personale e del coniuge e perché non tutti i tipi di trattamento pensionistico prevedono l’integrazione.

Requisiti reddituali per l’integrazione al trattamento minimo nel 2020

Tra i redditi da considerare per il diritto all’integrazione troviamo sia quelli del pensionato che del suo coniuge, con le seguenti eccezioni:

  • I redditi esenti da Irpef (pensione degli invalidi civili, pensione di guerra, rendite Inail ecc…)
  • Il reddito della propria abitazione
  • La pensione da integrare al minimo
  • Tfr e trattamenti assimilati
  • Gli arretrati da lavoro che vengono tassati separatamente

I pensionati non sposati hanno diritto ad un’integrazione al trattamento minimo in misura piena se il loro reddito annuale non supera i 6.695,91 euro. 

Se invece sono sposati, non solo il loro reddito non deve superare tale cifra, ma la somma tra il reddito annuo del pensionato e quello del coniuge deve essere pari o inferiore ai 20.087,73 euro.

Ai pensionati che invece hanno un reddito annuo tra i 6.695,91 e i 13.391,82 euro spetta un’integrazione parziale. Calcolarla è molto semplice: basta fare la differenza tra 13.391,82 euro e il proprio reddito annuo e dividere il risultato per 13, che è il numero delle mensilità dell’integrazione. 

Anche i pensionati sposati possono ottenere l’integrazione parziale rispettando due requisiti: avere un reddito annuo non superiore ai 13.391,82 e un reddito annuo complessivo del pensionato e del coniuge tra i 20.087,73 euro e i 26.783,64 euro. Anche in questo caso, l’integrazione al trattamento minimo si calcola sottraendo ai 26.783,64 euro massimi il reddito complessivo dei coniugi e dividendo il risultato per 13. 

Va specificato però un caso particolare: se si è andati in pensione prima del 1994, il reddito coniugale non viene mai considerato.

Integrazione al trattamento minimo: chi non ne ha diritto

Stante quanto abbiamo scritto sopra, chi supera le soglie di reddito indicate non ha diritto all’integrazione. Ma non ne ha diritto nemmeno chi si avvale del sistema contributivo per calcolare l’assegno pensionistico e chi è iscritto alla Gestione Separata dell’Inps. 

Infatti, sono integrabili solo i trattamenti pensionistici erogati dall’AGO, dai suoi fondi esclusivi e sostituitivi (eccetto la pensione supplementare) e dai fondi speciali per i lavoratori autonomi.

Chi non ha diritto all’integrazione, può comunque beneficiare di altri strumenti a sostegno dei pensionati, come la maggiorazione sociale, l’incremento al milione e la pensione minima di cittadinanza.

Pensione e congelamento del trattamento minimo

Qualora il pensionato perda il diritto all’integrazione al trattamento minimo, il suo assegno integrato verrà comunque mantenuto e congelato all’ultimo importo ricevuto, finché il valore del rateo di pensione non sarà superato per effetto della perequazione.

Pensione integrativa: come si realizza e quanto conviene?


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